Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 04/07/2010
Anche secondo il consorzio Alsium molte cose da rivedere circa l'Olmetto Monteroni. Ric e pubbl. da Nicola d'Innocenzo, in rappresentanza, appunto, del "consorzio Alsium". Facendo seguito agli interessanti articoli pubblicati dal Suo giornale, Le invio il nostro punto di vista circa la situazione che sta maturando intorno al piano di lottizzazione Olmetto Monteroni. Facciamo un piccolo preambolo riassuntivo, visto che alcuni lettori potrebbero non avere presente i fatti pregressi, così come qualche considerazione generale. Lasciamo a Lei, ovviamente, la possibilità di tagliare o riassumere quanto andremo ad esporre, mantenendone il senso generale. Il Consorzio Alsium, costituito con atto notarile nel 1991, è stato, di fatto, l’ispiratore della delibera di recupero Olmetto Monteroni, battendosi, come molti ricordano, affinché il principio del recupero urbanistico prevalesse sull’abbandono in cui versava la zona. Negli anni ci siamo presi cura della zona con atti concreti, tenendo praticabili le strade sterrate, realizzando fossetti di guardia, mantenendo l’illuminazione dell’ingresso dalla via Aurelia, realizzando la toponomastica stradale come pure le piazzole per i cassonetti per la raccolta delle immondizie, il transito degli scuolabus e tanto altro. Oltre a ciò ci siamo presi cura della vera e propria urbanistica, stimolando l’Amministrazione a presentare un piano di recupero e completandolo con una nostra osservazione corposa e significativa per poi accompagnare il piano nel suo iter presso la Regione Lazio. La stessa Regione Lazio ci ha reso merito di questo lavoro citandoci nella delibera 417/2004. Grazie a tutto questo lavoro abbiamo a suo tempo superato il fatidico quorum del 75% che però, a causa della stasi nella quale il piano è rimasto per anni è poi scemato ad un 55%. Ad oggi, grazie ai nostri soci, continuiamo ad essere operativi, ad esempio continuiamo a mantenere l’unica illuminazione pubblica di accesso alla zona ed abbiamo presentato un progetto di massima per lo svincolo sull’Aurelia onde cercare di diminuirne la pericolosità in attesa della definizione organica di accesso alla zona. Se abbiamo premesso tutto ciò è per spiegare come la nostra conoscenza della zona e dei suoi problemi parta da lontano e ne sia complessa la visione d’insieme. In virtù di ciò l’Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno coinvolgerci per fornire copiosa documentazione all’architetto incaricato della stesura del piano, ma anche sentendo le nostre opinioni e suggerimenti. Riteniamo che il nostro contributo sia stato costruttivo tanto che abbiamo visto messi in essere alcuni nostri suggerimenti e proposte, purtroppo non tutti, ma alcuni significativi. Oggi, siamo anche noi in attesa della pubblicazione della delibera sulla quale effettueremo le nostre valutazioni e baseremo le nostre osservazioni. Partendo così dal beneficio del dubbio dovuto alla non ancora avvenuta pubblicazione del piano di recupero Olmetto Monteroni, possiamo solo avanzare delle ipotesi e dei ragionamenti di massima, felici qualora venissero smentiti. Prima di tutto è importante la visione della zona così come la vorremmo per il futuro. La nostra visione è che la zona sviluppi una cubatura sufficiente affinché tutti edifichino secondo le proprie ragionevoli esigenze attuali, diventando questo il primo deterrente contro il futuro abusivismo ma, soprattutto, il primo fattore di sviluppo omogeneo ed utile alla collettività di Ladispoli. Non dimentichiamoci che l’indice oggi proposto è assolutamente antieconomico e non risponde alle necessità della maggior parte dei lottisti, in relazione al lotto medio ed alla tipologia media dei proprietari. Oltre a ciò riteniamo che lo sviluppo della zona debba essere pilotato da sensibilità verso argomenti importanti, per i quali ci stiamo attivando con il supporto dei nostri tecnici. Questo verrà da noi richiesto nelle osservazioni che stiamo predisponendo sulla variante di P.R.G., per la quale scadranno i termini di presentazione il 13 Luglio. Successivamente verificheremo quanto deliberato nella variante Olmetto Monteroni sulla quale gravano alcune nostre preoccupazioni avendo assistito al Consiglio Comunale nel quale essa è stata deliberata. Ripetiamo fino alla nausea che aspettiamo la documentazione ufficiale, ad oggi ancora non pubblicata, ma non abbiamo compreso alcune scelte relative all’unità minima immobiliare come pure ad alcuni parametri numerici per i quali preferiremmo una scelta diversa. Anche alcune scelte relative al tessuto urbanistico complessivo riteniamo vadano accompagnate a considerazioni che vedremo al momento opportuno. Concludendo possiamo dire di ritenere che sia stato fatto un passo in avanti, anche importante, ma serva mettere il piede in modo diverso da come impostato onde evitare di fare passi falsi. D’altronde le osservazioni dovrebbero servire proprio a questo e giudicheremo come esse verranno valutate, ovviamente cogliamo l’occasione per ricordare che chiunque può presentare osservazioni anche in forma cumulativa. Comunque siamo a disposizione per eventuali chiarimenti.. Nonostante le criticità che possiamo solo intravedere, restiamo fiduciosi che correzioni e miglioramenti possano e debbano essere fatti per rendere il piano risolutivo dei problemi ormai trentennali che affliggono la zona e che la rendono oggi di fatto non pienamente vivibile, insicura ed iniqua per coloro i quali pagano tasse come se la zona fosse urbanizzata pienamente e con tutti i servizi.
Una lunga scia di liquami, olio e rifiuti è stata avvistata ieri mattina nello specchio d'acqua a 450 metri dalla costa di Santa Severa, di fronte al castello. Si tratterebbe di escrementi galleggianti che coprirebbero mezzo miglio di mare e sarebbero diretti minacciosamente verso il tratto costiero di Marina di Cerveteri e Ladispoli. “Già nel pomeriggio di oggi (ieri per chi legge, ndr) – ha denunciato l'assessore all'Ambiente del comune di Ladispoli, Emanuele Cagiola - questa immensa coltre di sostanze schifose, sospinta piano piano dalle correnti marine, aveva raggiunto il litorale vicino alla località di Furbara, a pochissima distanza dalla fascia cerveterana. Ero in barca e l'ho vista con i miei occhi”. L'assessore ladispolano, attorno alle 12 di ieri mattina, ha subito lanciato un Sos. “Bisognerà adesso capire da dove proviene questa “orribile” chiazza grande - ha proseguito Cagiola – è un'immagine che penalizza la nostra bellissima costa”. Protezione civile e Capitaneria di Porto si sono subite attivate per cercare di capire la provenienza dei liquami. Da scartare l'ipotesi di un guasto alle pompe di sollevamento del depuratore di Santa Severa o di uno scarico abusivo dai fiumi naturali. I vari sopralluoghi hanno dato esito negativo. Dunque la scia di olio e putridumi potrebbe avere origine per lo scarico illecito di una nave. “Se così fosse sarebbe un fatto grave – dichiara il primo cittadino di Ladispoli, Crescenzo Paliotta – è davvero un peccato che, nonostante il nostro impegno per tutelare il nostro mare, finiamo sempre sulla graticola per colpa degli altri”. Chiaro il riferimento del sindaco Paliotta anche alle città confinanti che da anni non riescono a fronteggiare il problema degli allacci fognari abusivi (in primis Cerveteri, ndr). “Urge un monitoraggio più costante della Regione Lazio – aggiunge Paliotta – affinchè vengano individuati i responsabili di questo che consideriamo uno scempio ambientale”. Eros
Fotografie del 04/07/2010
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