La guerra dei decibel, a Ladispoli, non si placa. In piena estate è esplosa ed ora fioccano, oltre alle telefonate ai carabinieri, anche le denunce dei cittadini col mal d'orecchio. E rischia ormai di diventare, involontariamente, un duello tra giovani e adulti. Tra chi vuole concedersi un'estate di svago e musica dopo la scuola o gli studi universitari e chi invece deve lavorare e non intende udire frastuoni. Più velenose le proteste nel cuore ladispolano. “Oltre ad aver fatto un esposto al comando dei vigili urbani – protesta un nucleo di abitanti del centro storico in piazza Vittoria – a causa del continuo protrarsi di suoni e balli a tutto volume e per 4 giorni la settimana, ci recheremo anche in Questura per violazione dei nostri diritti”. Le polemiche dei residenti fanno seguito alla denuncia del presidente dell'Assobar, Marco Nica (proprietario anche del bar in piazza, ndr), che aveva mosso critica all'amministrazione comunale per l'ordinanza emessa il 9 luglio riguardo alla regolamentazione degli spettacoli. In sostanza, la protesta, è nata poiché alcuni bar e stabilimenti balneari hanno stabilito programmazioni serali e, in piena stagione estiva, il decreto (musica negli stabilimenti fino alle 23,30 tranne il venerdì e il sabato fino alle 24,30; per i pubblici esercizi sotto le abitazioni solo 2 volte alla settimana fino alle 24 e per gli esercizi in piazza, invece, 3 giorni alla settimana, ndr) avrebbe – secondo il parere dei commercianti – procurato un danno economico per la rinuncia agli accordi presi con artisti e personale. “E a noi che importa? – rilanciano i cittadini del centro – i commercianti si informino sulle leggi prima di prendere impegni con i “cosidetti” artisti e i soldi se li facessero rimborsare dal Comune. La legge regionale di zonizzazione impone il divieto di spettacoli di intrattenimento che superino i 45 decibel”. Palazzo Falcone interviene: “Abbiamo preso in considerazione – risponde il sindaco, Crescenzo Paliotta – la marea di proteste dei cittadini, i troppi interventi eseguiti dai carabinieri e la mancanza di rispetto delle regole da parti di alcuni. Privilegeremo semmai gli stabilimenti”. Ma, polemiche, manco a farlo apposta, piovono anche dalle strutture marine. “Abbiamo stilato un cartello – spiega Daniele Regano dal Malibù – patrocinato perfino dal Comune. Corriamo però il rischio di dover rinunciare alle serate. Per giunta avevamo fatto delle rilevazioni private col fonometro risultando di 2 punti sotto ai limiti di legge. Ci vorrebbe buon senso sia da parte nostra, sia da parte delle istituzioni e dei residenti se vogliamo che Ladispoli offra un'immagine turistica”. Dal mare di nuovo in città, dato che non viene risparmiato nemmeno il “Polifestival”. “Non posso che complimentarmi per la varietà e gli avvincenti spettacoli – scrive Cristian sul forum comunale – ma non si potrebbe regolamentare la produzione dei suoni? Non chiudiamo mai occhio prima dell'1”. Paliotta rassicura ancora: “Vigileremo affinchè pure i nostri eventi non sforino con gli orari”. Eros (foto Vincenzo Pagliarulo)