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26-07-2010, SCLEROSI MULTIPLA: LA CAUSA POTREBBE ESSERE UN'OSTRUZIONE DELLE GIUGULARI
Di redazione baraondanews (del 26/07/2010 @ 17:30:12, in Ladispoli, linkato 877 volte)

Gli Americani la chiamano “the Big Idea”.Oltre 20.000 persone in Italia ne parlano su facebook. CSSVI una delle parole più cliccate del web.

Ma che cosa è la CCSVI coniata dal Professor Paolo Zamboni dell' Università di Ferrara?  Per capirne di più abbiamo chiesto il parere il Dott. Gabriele Giordano Responsabile del reparto di Angiologia della Casa di Cura Villa dei Fiori di Acerra (NA). Uno dei pochi Angiologi in Italia in grado di diagnosticare la CCSVI.

Dottor Giordano, può spiegarci brevemente che cos'è la CCSVI e come viene diagnostìcata?

La CCSVI (insufficienza venosa cronica cerebro spinale) è un disturbo della circolazione del cervello, disturbo che rallenta il regolare svuotamento del sangue già utilizzato dal cervello, sangue che dovrà ritornare al cuore ed ai polmoni per essere riossigenato. Il ristagno di questo sangue “sporco” determina la fuoriuscita di sostanze tossiche dalle vene che si depositano nel cervello infiammandolo. Naturalmente la questione è molto più complessa ma credo di aver dato il senso della teoria. In molti pazienti con SM (sclerosi multipla) si è trovata tale anomalia pertanto sono iniziati in tutto il mondo studi e ricerche per approfondire la cosa. Per l'individuazione del disturbo vascolare viene eseguito un EcoColorDoppler in ambulatorio.

Lei esegue l'esame Ecodoppler in intramoenia nella Casa di Cura Villa dei Fiori di Acerra. Quanti esami ha eseguito e in che percentuale ha riscontrato la CCSVI nei pazienti di SM?

Al momento ho eseguito circa 120 studi velocimetrici EchoDoppler delle vene profonde del collo e del cervello. Questo esame viene effettuato con apparecchiature già diffuse tu tutto il territorio nazionale, ma purtroppo mancano gli operatori che sappiano eseguire il test. Nella mia casistica la percentuale di positività all' echoDoppler è molto alta e si aggira sul 95%.

Lei è uno dei pochi in grado di diagnosticare CCSVI, ha praticato un corso particolare?

Per poter effettuare questo esame c'è bisogno di un addestramento specifico che al momento è possibile fare solo presso la struttura del professor Paolo Zamboni. Io ho seguito un corso specifico tenuto dallo stesso professor Zamboni a Sassari nell'aprile di quest'anno.

Una volta individuata la patologia come si può intervenire?

La CCSVI è causata dalla stenosi (restringimento) di una vena, pertanto un piccolo intervento di angioplastica può riportare il vaso interessato al giusto diametro. L'angioplastica è un intervento che consiste nell'introdurre attraverso una vena dell'inguine o della piega del braccio un catetere alla cui estremità c'è un palloncino, che, raggiunto l'obbiettivo, viene gonfiato fino a dilatare la stenosi. L'intervento ha un rischio operatorio basso, viene eseguito a paziente sveglio ed è indolore.

 A che punto è oggi in Italia la sperimentazione ?

Le lentezze burocratiche sono sempre state in Italia la zavorra che determina il rallentamento delle sperimentazioni scientifiche. Grazie ad associazioni come la “CCSVI per la sclerosi multipla” molte regioni hanno iniziato la sperimentazione, che naturalmente ha i suoi tempi: la validazione di qualsiasi studio scientifico ha bisogno del tempo necessario ai vari passaggi tecnici.

E all'estero come si stanno comportando ?

 La sperimentazione all'estero è molto attiva a Buffalo, negli Stati Uniti, centro che collabora col prof. Zamboni dal primo momento. In alcuni centri privati in Polonia, Kuwait, India, Scozia e Romania hanno iniziato a praticare l'angioplastica con buoni risultati.

È vero che molti neurologi osservano con scetticismo la scoperta del prof. Zamboni e perchè?

La sperimentazione in medicina serve a produrre “prove” e quando le prove sono schiaccianti non c'è scettico che tenga. In campo scientifico lo scetticismo può essere costruttivo quando le controparti si rispettano.

Se i dati del Prof. Zamboni verranno confermati, quali saranno le prospettive future per i pazienti affetti da sclerosi multipla?

La prognosi di questa malattia potrebbe essere rivista con un miglioramento della qualità della vita sia come conseguenza della migliorata circolazione del cervello, sia per la diminuzione dell'utilizzo di farmaci. Un malato di SM al momento della diagnosi potrebbe immediatamente giovarsi della liberazione (termine che i malati di SM usano per indicare l'angioplastica) ed avere un decorso della malattia più blando, con un indice di disabilità probabilmente più basso. Naturalmente bisogna usare cautela, almeno fino a quando non avremo più dati e quindi più certezze della Big Idea del professor Zamboni.

La ringraziamo per il suo tempo e la Sua disponibilità.

A.V.

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