A Ladispoli impazza la polemica scoppiata attorno alla guerra dei decibel. I titolari di bar e stabilimenti non si sentono proprio di rinunciare alla musica sotto le stelle. Gli abitanti che costeggiano i locali sul lungomare non ne vogliono di che sapere ma preferiscono il silenzio dopo la mezzanotte per riposare in santa pace. E via al telefono per chiamare i carabinieri. In questo clima rovente, non solo per il gran caldo, il Comune emette un'ordinanza che fa storcere il naso a chi aveva già messo in piedi le programmazioni musicali per tutta l'estate. “E’ inconcepibile l'atteggiamento dittatoriale dell'amministrazione comunale – critica il presidente dell' Assobar, Marco Nica - e’ successo con l’Expo organizzato senza consultare le associazioni di categoria ed ora con l’ordinanza che regola le serate in musica. Inconcepibile il fatto che a fine luglio, in una cittadina balneare, le attività commerciali si trovino nelle condizioni di dover annullare tutti gli impegni presi e licenziare personale preso a lavorare in funzione delle serate”. Queste le regole imposte nell'ordinanza dal sindaco Crescenzo Paliotta: musica negli stabilimenti fino alle 23,30 mentre il venerdì e il sabato fino alle 24,30. Per i pubblici esercizi sotto le abitazioni note sotto le stelle solo 2 volte alla settimana fino alle 24. Per gli esercizi nella piazza, invece, spettacoli previste 3 giorni alla settimana. “Le attività – prosegue Marco Nica - si sono organizzate prendendo impegni con artisti e gruppi per le serate, hanno pagato i diritti siae e hanno speso soldi per le locandine. Le decisioni vanno prese consultando prima le associazioni di categoria e soprattutto vanno prese prima che cominci la stagione e non alla fine solo per accontentare qualcuno che non riesce a dormire”. Alle proteste dell'Assobar si legano quelle delle strutture marine. “E che ce lo dicono a metà stagione – protesta Pierpaolo Navarra, dal Papeete – ho già preso 4 querele, anche di giorno. Non ci sentiamo affatto tutelati visto che investiamo i nostri soldi e lavoriamo sodo”. Il Comune, tuttavia, ritiene necessaria, come scritto nell'ordinanza, la quiete pubblica dopo una certa fascia oraria. Oltre a porre un freno ai decibel, l'amministrazione ha deciso di prolungare l'orario fino alle 3 di notte negli esercizi commerciali e di rafforzare la vigilanza dei luoghi pubblici qualora i privati lo richiedessero in linea peraltro con il protocollo d'intesa raggiunto tra il ministero dell'Interno, l'Anci e l'Istituto di vigilanza denominato “Mille occhi sulla città”. Eros
SEGUIRA' LA REPLICA DEI CITTADINI E DEL COMUNE,
(FOTO DI VINCENZO PAGLIARULO - STABILIMENTO BE BOP A LULA)