“Ho ricevuto un danno morale e patrimoniale oltre a subire un'umiliazione per la scarsa considerazione ricevuta dalla pubblica amministrazione di Ladispoli”. Protesta una donna, contro l'Ala Servizi, azienda municipalizzata e gestita dal comune ladispolano, riguardo ad un concorso per l'assunzione di personale da utilizzare nei servizi di gestione dei tributi. La denuncia è di Manuela Mele, residente in città da circa 6 anni, che vuole ovviamente vederci chiaro su questa storia e capire come mai non sia stata assunta pur firmando un'autocertificazione per ricoprire l'incarico di operatore del centro elaborazione dati. “Avevo tutti i requisiti richiesti – prosegue la donna 46enne – e ho partecipato alla prova selettiva che si è tenuta all'Ala Servizi ad aprile 2009. Fummo in quattro a risultare idonei. Due uomini erano stati però assunti dal comune di Cerveteri e così restammo io e una certa Kamila di Bracciano. Ma nessuna delle due è stata assunta”. L'Ala Servizi ha fornito una spiegazione sommaria il 31 maggio di quest'anno. “L'attivazione del servizio, – si legge nella nota ufficiale dell'azienda – per il quale è stata indetta pubblica selezione di personale, non ha avuto luogo per sopravvenute diverse determinazioni. La graduatoria è stata affissa all'Albo Pretorio”. La motivazione non ha però convinto la donna che più volte ha cercato di far valere le proprie ragioni contattando anche il sindaco Crescenzo Paliotta e i dirigenti dell'Ala Servizi ma - a suo dire – nessuno le ha dato spiegazioni valide. “Sono stata lasciata nel dimenticatoio – conclude Manuela Mele – è un comportamento non coerente della pubblica amministrazione che senza dare una motivazione chiara e trasparente cambia la destinazione delle risorse. Dal momento in cui ho firmato una disponibilità per l'incarico ho rinunciato ad altre opportunità che mi si erano presentate. Tra l'altro, sul portale del Comune o nell'Albo Pretorio non ho visto proprio nulla. L'Ente dovrebbe rappresentare i diritti dei cittadini e non dare adito a questi atteggiamenti che inducono invece a pensare altro”. L'Ala Servizi, raggiunta telefonicamente, ha risposto alla cittadina ladispolana intenzionata a mettere in luce la questione dopo mesi di oblio. “A chi ci ha mosso delle domande – ribatte il presidente della municipalizzata, Francesco Fantozzi – noi abbiamo dato dei chiarimenti. Il Comune, evidentemente, non ha ritenuto necessario procedere con assunzioni per la crisi finanziaria che ha dato un duro colpo soprattutto agli enti locali”. Spulciando il sito internet dell'Ala Servizi, la delibera del Cda recitava così nel 2008: “Si è deciso di assumere quattro persone a tempo determinato da sistemare al servizio tributi e occorre dare mandato al Direttore di predisporre e divulgare un avviso ad evidenza pubblica per l'assunzione per 6 mesi e a tempo pieno”. Posti di lavoro che però si sono evaporati. E la questione – come lascia intuire la donna - potrebbe anche finire al Tar del Lazio. E.R.