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martedì 14 dicembre 2010
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14-12-2010, Anguillar, QUATTRO RUOTE AD IMPATTO ZERO
Il secolare motore a scoppio alimentato da combustibili fossili è prossimo al capolinea. Emissioni di sostanze nocive e bassa efficienza energetica sono alcuni tra i motivi che spingono molti laboratori di ricerca a studiare alternative[//]. Tra questi vi è il “Laboratorio per Veicoli a Basso Impatto Ambientale” del Centro Ricerche Casaccia dell’ENEA che, con un team di circa dieci ricercatori, da più di sedici anni studia motori ibridi capaci di abbassare drasticamente le emissioni, abbattere i consumi e soddisfare le esigenze di quanti in città si spostano scegliendo le cosiddette city car. Il laboratorio ha realizzato il prototipo “ibrido serie” Urb-e, una tecnologia che di qui a qualche anno sarà capace, secondo gli ideatori, di reggere il confronto con il mercato delle piccole vetture pensate per gli over-14 e preferite, per il traffico cittadino, da un numero sempre maggiore di adulti. La novità del prototipo consiste nell'aver sostituito i tradizionali accumulatori elettrochimici (batterie) con moderni supercondensatori, capaci di liberare grandi quantità di elettricità in poco tempo. In occasione dell’annuale manifestazione denominata “Formula ATA”, dedicata agli ultimi ritrovati della tecnologia automobilistica, è stata illustrata l’ultima evoluzione del prototipo, in cui una cella a combustibile alimentata ad idrogeno rimpiazza il generatore a benzina, eliminando le emissioni nocive. Un altro progetto che il laboratorio sta conducendo riguarda un “ibrido parallelo”. La differenza è nella matrice iniziale: <>. Il veicolo “ibrido parallelo”, invece, è l'evoluzione dell’automobile che tutti conosciamo, il cui motore a scoppio è affiancato da un motore elettrico. In entrambi gli ibridi frenando si recupera energia, con una riduzione dei consumi che nei percorsi urbani può arrivare al 20%. Se i tempi della maturità tecnologica e commerciale delle celle a combustibile non sono vicinissimi, quelli relativi alla possibilità di avere sul mercato vetture ibride che non soffrano il problema dell’autonomia e della vita della batteria sono imminenti, grazie alla prossima messa in commercio a prezzi ragionevoli di batterie al litio adatte. Forse non sarà tra tre o cinque anni che potremo finalmente acquistare una city car alimentata con energie rinnovabili al 100%, ma la vettura perfetta è già sulla nostra strada.
Maurizio Archilei
redazione baraondanews
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