
Il conflitto politico-istituzionale tra il Premier e il Presidente della Camera era ormai cosa risaputa dal fatidico giorno i cui i due si sono pubblicamente attaccati: "Ma che dici Gianfranco..." "Allora mi cacci..." rispondeva Fini, ma tra tira e molla, attacchi e strette di mano, sembrava che la questione potesse trascinarsi fino alla fine della legislatura e forse solo in quell'occasione ci potesse essere la resa dei conti tra le due correnti. Invece no. A sorpresa l'annuncio del presidente Berlusconi è arrivato come una doccia fredda; di fatto sbatte la porta in faccia all'ex delfino mettendolo definitivamente fuori dal PdL, lo stesso partito che con tanto “entusiasmo” avevano co-fondato e che oggi rimane strettamente in pugno agli ex forzisti e agli ex-alleansisti filobelusconiani. Che qualcosa stava accadendo, rileggendo le dichiarazioni delle scorse settimane, si poteva anche immaginare: vedere Fini conciliante verso il premier era inusuale, quando poi lo invitava anche a non dar ascolto ai cattivi consiglieri, diventava anche un comportamento sospetto che faceva capire che qualcosa stava accadendo. Berlusconi dunque ha deciso di affondare il colpo, consigliato chissà da chi, ed ha invitato Fini a dimettersi dalla sua carica istituzionale, ma l'ex segretario di AN non ha raccolto la provocazione e ha rilanciato formando un nuovo movimento politico e riconfermando, astutamente, l'appoggio al programma del Pdl votato dagli italiani, però ha sin d'ora fatto capire che non sarà più disposto a chiudere un occhio sulle leggi a personam e di esser disposto a difendere l'operato della magistratura. Dunque sono state picchettate le tende e si sono piantati i recinti. La questione morale, tallone d'Achille della maggioranza, sarà sicuramente il nervo scoperto su cui i finiani faranno leva mentre dall'altra parte si continuerà a delegittimare la figura di un Presidente della Camera senza partito, impacciato a svolgere il proprio arbitrato alla Camera e nel contempo essere il condottiero politico artefice della mitosi all'interno della maggioranza . Il quadro politico è precipitato e non se ne comprendono le ragioni, visto che i deputati che sostengono Fini alla camera sono fondamentali e il ruolo del Presidente della Camera è decisivo in molti passaggi legislativi. A meno che dietro l'angolo non ci sia un'altro alleato pronto a sostituire il delfino Gianfranco. Allora viene subito da pensare a Pier Ferdinando, ma al momento non ci sono indizi che facciano pensare ad un avvicinamento tra Pdl e Udc anche se da un pò di tempo a questa parte non mancano gli ammiccamenti. Dp
Nei giorni scorsi Legambiente ha “invitato” i sindaci di Ladispoli, Cerveteri e Santa Marinella a mettere il divieto di balneazione per la scia di liquami. Paliotta, Ciogli e Bacheca hanno rispedito questa richiesta al mittente dichiarandola assurda ed infondata. Nel frattempo resta alto l'allerta perchè anche sabato e domenica il mare era sporco. E scatta anche la psicosi tra i turisti e i vacanzieri che prendono d'assalto i presidi sanitari per la comparsa di bolle sul corpo. I medici comunque rassicurano non individuando un nesso tra le bolle e il mare ma di certo qualche caso di impetigine c'è stato. Raccogliamo testimonianze e commenti sulla vicenda, nella speranza ovviamente di non scendere nelle banalità e negli insulti su una questione importante che rischia seriamente di compromettere la stagione estiva e di conseguenza il mondo del lavoro.
Iniziando da un intervento di un lettore su un sito telematico di un quotidiano nazionale.
Non capisco perchè non si mettano dei bei divieti di balneazione GRANDI e visibili ! poi ognuno deciderà a proprio rischio (multe o malattie) se trasgredirli oppure no ! L'inquinamento mi pare sia accertato (e comunque visibile, io sono anni che ho visto galleggiare di tutto dagli escrementi umani ai profilattici) quale impedimento ai cartelli ? i cartelli sono l'unica soluzione ad immediata scadenza possibile per salvare un pò di persone da malattie della pelle (bolle, eczemi) e gastrointestinali poi si penserà ad un paio serio di bonifica ! Finchè i cartelli non ci saranno (ricordo che 30anni fa a Campo di Mare c'erano, piccoli, ma poi sparivano appena iniziata la stagione) ci sarà gente che penserà come i miei vecchi genitori "se lasciano fare il bagno significa che non è inquinato, ci sono centinaia di bimbi che lo fanno senza problemi quindi butta in acqua anche i tuoi..." io non posso impedire le mie bimbe di farlo (vedendo tutti gli altri) ma lo faccio con apprensione ! Steverm

Domani, 13 luglio, è l’ultimo giorno valido per le osservazioni al Piano Regolatore Generale (per altri “Ghepardato”), voluto fortemente dall’amministrazione del Sindaco Paliotta. Uno strumento urbanistico molto importante attraverso il quale si è tentato, più o meno saggiamente, di pianificare i prossimi 30anni di questo fazzoletto di terra ormai abitato da oltre 41mila abitanti, presto 50mila. Comunque vada, il coraggio di farlo c’è stato; è un dato inconfutabile che oggi ci fa capire perché nessuno prima d'ora aveva imboccato questo impervio percorso ed un applauso (se fossimo al teatro ma non lo siamo) lo faremmo. Ciononostante siamo ormai giunti alla scadenza del periodo "osservatorio" e chi ha avuto, ha avuto e chi ha dato, ha dato.
C’è invece chi sostiene che i giochi non sono terminati, considerando che le osservazioni dei cittadini dovranno ancora essere valutate, allegate e spedite in Regione/Provincia insieme a tutto il Papiro-PRG ed assieme alla consapevolezza, di tutti gli attori politici che prenderanno parte all’iter, che la benevolenza degli elettori sarà condizionata dalle loro decisioni e quindi dovrebbe essere importante ascoltare le loro legittime richieste che ormai sembrano aver preso la piega della richiesta perequativa (a tutti o a nessuno!).
C'è poi, non dimentichiamocene, la via del ricorso al TAR sempre aperta a tutti quei cittadini che, ravvisando delle irregolarità nelle procedure, magari non conformi allo spirito della legge, possono ancora opporsi alla definitiva convalida del Piano. Dunque, molti spettri aleggiano nei corridoi del terzo piano di P.zza Falcone, dimostrandoci, ancora una volta, le difficoltà che l' amministrazione Paliotta ha deciso di affrontare scegliendo di percorrere questo impervio percorso amministrativo. Si tratta dell’audacia di chi poteva immaginarsi il trambusto che si sarebbe scatenato nel voler scoperchiare il Vaso di Pandora ladispolano, colmo di conflitti e di brama fino al suo orlo.
D'altra parte, mai come in questo periodo, gli abitanti di Ladispoli hanno potuto esaminare con le loro stesse mani e sotto i loro stessi occhi il contesto amministrativo nel quale vivono; hanno potuto constatare inconfutabilmente, se davanti alle istituzioni loro sono uguali ad altri oppure se c’è qualcuno che gode di maggiori privilegi; se chi li rappresenta è scevro da egoismi e da vedute parzialmente compromesse oppure no.
In questo breve periodo (60 giorni) il cittadino interessato ha potuto osservare la classe dirigente con una lente d'ingrandimento, senza filtri, perché dopo trent'anni c'è stata un'importante partita giocata a carte scoperte. Perciò, se ieri si avevano dei sospetti o delle convinzioni, domani potrebbero esser ancor più rafforzati oppure potranno divenire qualcos'altro.
Insomma, che il PRG faccia qualcuno contento, e qualcun altro meno, è cosa naturale, delle linee andavano tracciate, ma chi sono quelli contenti e quelli no? E perchè è stata decisa una cosa piuttosto che un'altra? Come saranno recepite le osservazioni della comunità dal consiglio comunale di P.zza Falcone?
In bocca al lupo Ladispoli.
dp


ROMA CAPITALE - pullman e quasi cinquemila persone sono arrivatie stamattina dall’Aquila per dirigersi verso il Parlamento e chiedere spiegazioni. Il sindaco della città, Massimo Cialente, ha espresso il motivo di questa protesta: dal primo luglio la popolazione ha ricominciato a pagare le tasse. La mancata proroga dell’esenzione ha creato non poche preoccupazioni e, di contro, non pochi malumori. Due camionette blindate dei carabinieri hanno chiuso l’accesso a Via del Corso; un gruppo ha però cercato di superare lo sbarramento facendo scattare tumulti tra forze dell'ordine e manifestanti. Nessuno è riuscito a superare la barriera di militari, schierati in assetto antisommossa. Il sindaco dell’Aquila è riuscito a convincere i manifestanti ad arretrare, mentre la gente continuava ad urlare il nome della città: Aquila, Aquila, Aquila!. La polizia ha rinforzato lo sbarramento. Tre manifestanti sono stati feriti, uno dei quali in maglietta gialla, insanguinato, è corso via urlando: "Guarda com'è il sangue aquilano". Il ragazzo ha raccontato di essere stato colpito dalle forze dell'ordine a manganellate e dichiara: "La mia unica colpa è essere un terremotato." Anche il sindaco dell'Aquila è stato ferito, in seguito a spintoni, riportando una contusione ad una caviglia. Il senatore di Pietro commenta: "la rivolta sociale è vicina".
Quando si tratta di cittadini comuni nessuno in pochi se la sentono di parlarne. Stasera osserva le omissioni nel telegiornale che ingoierai insieme alla tua ciotola di riso.
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