Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde

DENUNCIA DEI REDDITI ONLINE: GIUSTO O SBAGLIATO?
Di redazione baraondanews (del 03/05/2008 @ 08:45:03, in dblog, linkato 1079 volte)


ROMA - Dovranno arrivare entro lunedì le delucidazioni richieste dal Garante della Privacy all'Agenzia delle Entrate sulla diffusione online delle dichiarazioni dei redditi di tutti gli italiani. A fissare la scadenza è lo stesso Garante (fonti dell'agenzia fiscale avevano comunque fatto sapere che i chiarimenti sarebbero potuti arrivare già la prossima settimana). «L'Autorità - si legge nella nota del Garante - sta monitorando attentamente la vicenda e ha sollecitato l'Agenzia delle entrate a far pervenire, entro lunedì, gli elementi richiesti al fine di una piena valutazione della vicenda», si legge nel comunicato. La diffusione online delle dichiarazioni dei redditi «anche per poche ore, rende ingovernabile la circolazione e l'uso di questi dati così come la loro stessa protezione» afferma il Garante, riferendosi al fatto che i dati sono ancora circolanti in Rete grazie a sistemi che consentono la condivisione di file. «Ciò che sta avvenendo - sottolinea l'Autorità - conferma quanto paventato dal Garante e l'opportunitá del suo intervento volto a far sospendere la pubblicazione sul sito dell'Agenzia delle Entrate dei dati delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani». L'Autorità precisa quindi che l'accessibilità dei dati in rete «non significa che essi siano di per sè liberamente diffondibili da qualunque utente della Rete; la loro ulteriore diffusione può esporre a controversie e conseguenze giuridiche». I provvedimenti giudiziari non tardano ad arrivare. Il Codacons ha deciso di presentare in 104 Procure una denuncia penale contro il viceministro uscente dell’Economia Vincenzo Visco «affinché anche la magistratura apra delle indagini nell’interesse dei cittadini palesemente danneggiati dalla pubblicazione sul web dei propri redditi senza la necessaria autorizzazione dell’Autorità garante», spiega il presidente dell’associazione dei consumatori Carlo Rienzi, aggiungendo che la decisione è stata presa «a seguito dell’irrimediabile violazione della legge sulla privacy e delle leggi 241/90 e 15/2005». L’articolo 167 del Codice penale, sottolinea Rienzi, «prevede da 6 a 24 mesi di reclusione nei confronti di chi ha diffuso o concorso a diffondere i dati sensibili in spregio della legge 241/90». Nella denuncia l’associazione chiede anche «il sequestro dei dati dei contribuenti da chiunque detenuti, e che si proceda contro chi ne fa commercio». Dalla parte di quelli che ritengono che il provvedimento sia “GIUSTO”, ovviamente, c’è l’ex Viceministro Visco che si difende dalle accuse sostenendo che i dati della denuncia dei redditi dei cittadini italiani erano comunque rintracciabili da chiunque con un apposita prassi amministrativa e che tale circolazione rappresenta un deterrente verso gli evasori. Dall’altra parte, “SBAGLIATO”, ci sono le migliaia di persone della RETE che in poche ore hanno intasato il sito dell’Agenzia delle Entrate ribadendo il diritto alla Privacy (ogni contribuente deve avere un rapporto personale con il fisco) e al rischio di fare solo gli interessi della criminalità organizzata che da oggi ha uno strumento in più per valutare operazioni criminali come i sequestri, le tangenti e il pizzo. Dal Vostro punto di vista, che opinione vi siete fatti? D.P.
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