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PENSATE CHE NEL VOSTRO COMUNE DI APPARTENENZA VI SIANO DEI CLIENTALISMI O ADDIRITTURA DEI PARENTALISMI?

 No, vige solo la democrazia e la meritocrazia.
 Delle probabilità ci sono.
  Il voto di scambio è una realtà.
 Se non ci fossero bisognerebbe inventarli.

< luglio 2010 >
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Articoli del 31/07/2010

Di redazione baraondanews (pubblicato @ 09:34:54 in dblog, linkato 132 volte)

Il conflitto politico-istituzionale tra il Premier e il Presidente della Camera era ormai cosa risaputa dal fatidico giorno i cui i due si sono pubblicamente attaccati: "Ma che dici Gianfranco..." "Allora mi cacci..." rispondeva Fini, ma tra tira e molla, attacchi e strette di mano, sembrava che la questione potesse trascinarsi fino alla fine della legislatura e forse solo in quell'occasione ci potesse essere la resa dei conti tra le due correnti. Invece no. A sorpresa l'annuncio del presidente Berlusconi è arrivato come una doccia fredda; di fatto sbatte la porta in faccia all'ex delfino mettendolo definitivamente fuori dal PdL, lo stesso partito che con tanto “entusiasmo” avevano co-fondato e che oggi rimane strettamente in pugno agli ex forzisti e agli ex-alleansisti filobelusconiani. Che qualcosa stava accadendo, rileggendo le dichiarazioni delle scorse settimane, si poteva anche immaginare: vedere Fini conciliante verso il premier era inusuale, quando poi lo invitava anche a non dar ascolto ai cattivi consiglieri, diventava anche un comportamento sospetto che faceva capire che qualcosa stava accadendo. Berlusconi dunque ha deciso di affondare il colpo, consigliato chissà da chi,  ed ha invitato Fini a dimettersi dalla sua carica istituzionale, ma l'ex segretario di AN non ha raccolto la provocazione e ha rilanciato formando un nuovo movimento politico e riconfermando, astutamente, l'appoggio al programma del Pdl votato dagli italiani, però ha sin d'ora fatto capire che non sarà più disposto a chiudere un occhio sulle leggi a personam e di esser disposto a difendere l'operato della magistratura. Dunque sono state picchettate le tende e si sono piantati i recinti. La questione morale, tallone d'Achille della maggioranza, sarà sicuramente il nervo scoperto su cui i finiani faranno leva mentre dall'altra parte si continuerà a delegittimare la figura di un Presidente della Camera senza partito, impacciato a svolgere il proprio arbitrato alla Camera e nel contempo essere il condottiero politico artefice della mitosi all'interno della maggioranza . Il quadro politico è precipitato e non se ne comprendono le ragioni, visto che i deputati che sostengono Fini alla camera sono fondamentali e il ruolo del Presidente della Camera è decisivo in molti passaggi legislativi. A meno che dietro l'angolo non ci sia un'altro alleato pronto a sostituire il delfino Gianfranco. Allora viene subito da pensare a Pier Ferdinando, ma al momento non ci sono indizi che facciano pensare ad un avvicinamento tra Pdl e Udc anche se da un pò di tempo a questa parte non mancano gli ammiccamenti. Dp

 

Fotografie del 31/07/2010

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