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19/01/2015

Potrà essere monitorata la popolazione di api sull’intero suolo nazionale, attraverso un sistema informatico fornito dal Sistema informativo Veterinario cui si potrà accedere tramite il portale del Ministero della Salute. Lo strumento sarà a disposizione degli apicoltori e degli operatori delle Asl, i quali potranno inserire dati riguardanti il numero di arnie, le movimentazioni, le cessioni e gli acquisti e la portata degli sciami. Questo mentre il 2014 si è chiuso con un calo della produzione di miele italiano a dir poco vertiginoso: -50%, Un crollo produttivo dovuto ad un clima anomalo che rischia di peggiorare ulteriormente a causa della nuova minaccia alle porte: l’Aethina Tumida, un coleottero capace di determinare la fuga di interi sciami ai quali sottrai polline, miele e dei quali mangia le larve.
Se la produttività di miele diminuisce, trascinando ad un –26% le esportazioni, aumentano invece le importazioni: +17%. Ma di questo miele importato oltre il 30% è ungherese, il 15% cinese, rumeno, argentino e spagnolo. Paesi in cui non esiste una legislazione che impedisca coltivazioni Ogm, come invece accade in Italia. È per questo che la Col diretti fa sapere che, per avere la garanzia di acquistare miele al 100% italiano e quindi Ogm-free, è necessario ricercare le etichette che riportano la dicitura “Italia”. Quelle in cui si legge “miscela di mieli originari e non originari della CE”, invece, indicano confezioni in cui è contenuto miele proveniente da altri paesi, e quindi privo della garanzia no Ogm. Al momento i barattoli di miele straniero in commercio sarebbero all’incirca due su tre.

 

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