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Ladispoli, un nome per la piazza .... a Piazza Grande

11/10/2018

Un nome per una piazza che non c’è ma che è in corso d’opera, e sui social scatta la gara all’intitolazione. Una gara che sottolinea il senso di appartenenza dei ladispolani che vanno oltre l’intenzione dell’Amministrazione del Sindaco Alessandro Grando di dedicarla a Giorgio Almirante e il Comitato cittadino per il NO che ha raccolto più di mille firme. E così grazie ad Internet è spuntata una rosa di nomi che va dall’istituzionale a personaggi di varia estrazione. Molto sentito il nome di Marco Vannini, ma per legge una intitolazione è valida se il soggetto prescelto è deceduto da dieci anni, e vale anche per Aldo Piersanti. Istituzionale: Piazza dell’Unità d’Italia - Della Costituzione – Delle Madri Costituenti (furono 21 le donne che parteciparono ai lavori per la Magna Carta) – Piazza del Popolo. Varie: Piazza degli Angeli (“dedicata a tutte quelle persone che essendosene andate prematuramente ci hanno lasciati a tutti nel dolore”) proposta con alto indice di gradimento; indipendentemente dalla motivazione, la piazza sorge davanti alla Parrocchia del Sacro Cuore, per cui è spuntato anche il nome di Madre Teresa di Calcutta, oppure Don Giuseppe Colacci che quella piazza la voleva. Poi, Piazza della Pace, Piazza Martin Luther King, o Della Speranza, oppure Alexandre Fleming lo scopritore della penicillina. E ancora nel settore della scienza Rita Levi Montalcini nonché suggerimenti su nomi legati al mondo delle Belle Arti come Michelangelo, Caravaggio etc. oppure al tenore Luciano Pavarotti. C’è anche chi suggerisce di dedicare la Piazza al primo Sindaco di Ladispoli, Fausto Ceraolo, proposta molto quotata. Poiché le vie del quartiere portano nomi floreali c’è chi vorrebbe Piazza dei Fiori. Penne al vento e squilli di fanfara per la piazza da dedicare al Gen. Aminto Carretto, bersagliere morto nella campagna di Russia nell’ultima guerra mondiale. Infine il cinema: con Virna Lisa e Laura Antonelli spunta prepotente il nome del grande “Albertone” ben gettonato. Complice forse la presenza a Ladispoli dell’erede naturale dell’indimenticabile Alberto Sordi e cioè Carlo Verdone? Qualcuno si è ricordato pure dell’ostetrica Paola Bargiacchi. Si potranno criticare i social e relative smagliature ma è indubbio che sono anche uno strumento di partecipazione: “..andando indietro con i nostri pensieri o pensando alla nostra infanzia non ci venga in mente un nome che è semplicemente Ladispoli.”

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