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Vannini, Pascucci (Sindaco di Cerveteri): 'Verità e giustizia per Marco. Continueremo a ripeterlo all'infinito'

16/05/2018

Dal profilo Facebook del Sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci

Giustizia.
Verità.
Marco Vannini è stato ucciso, ammazzato nella casa della famiglia di cui si fidava, che amava e rispettava, quella della sua fidanzata. Nel luogo in cui si sentiva protetto.
Cos'è successo quella sera? Perché hanno ucciso Marco? Come?
Dov'è la verità?
Alcune settimane fa è stata emessa la sentenza di primo grado.
Resta ossessiva ognuna di queste domande.
La giustizia ha comminato le sue pene: condanna a 14 anni per l'imputato principale, condanne a 3 anni per gli altri membri della famiglia e assoluzione per l'ultima imputata.
Una sentenza che sembra aver mortificato la verità.
La mamma e il papà di Marco, Marina e Valerio, tutta la sua famiglia, gli amici, e l'intera comunità di Cerveteri, la nostra Italia. Tutti hanno subito un nuovo durissimo colpo.
Abbiamo dovuto vedere e sentire, esterrefatti, la freddezza con cui gli indagati, a pochissime ore dall'omicidio, si preoccupassero di accordarsi fra loro, in attesa degli interrogatori. Abbiamo dovuto ascoltare alcune dichiarazioni deliranti, i continui cambi di versione.

Lo sconforto, il dolore e la paura che quella verità si offuschi sempre più. Quasi che Marco venisse ucciso per una seconda volta.

Nessuna condanna, nessuna, potrà restituire Marco alla famiglia. E nessuna condanna, neanche la più esemplare, potrà lenire anche soltanto per un istante il dolore di Marina e Valerio. Ma non possiamo arrenderci.
Verità e Giustizia per Marco Vannini. Continueremo a ripeterlo all'infinito se sarà necessario.
Per questo motivo domani sera, giovedì 17 maggio, nel terzo anniversario della morte di Marco, sfileremo lungo le vie della nostra città. Silenziosamente, con le candele accese. E, in contemporanea, accadrà in tante altre strade e piazze d'Italia. Segnali di luoghi che vogliono farci sentire la loro vicinanza, che vogliono dare speranza e coraggio a Marina e Valerio.

Essere comunità significa prendersi cura delle persone più fragili, essere loro vicino, cercare di alleviare le sofferenze, con una parola di conforto, anche soltanto con la presenza.
Soprattutto per questi motivi è importante esserci. Marina e Valerio hanno bisogno di sentirci al loro fianco, hanno bisogno di vederci lì, in prima linea, con loro, insieme a loro, pronti a coltivare la speranza che lo Stato si prenda cura davvero di chi ne ha bisogno, sempre.

Invito tutti, le cittadine e i cittadini della nostra Cerveteri, a prendere parte a questa marcia.

Essere lì, domani sera, sarà un modo importante di essere comunità.

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