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Ladispoli, il 'nostro' 4 Novembre: le emozioni dei bimbi della Corrado Melone

13/11/2017

La giornata dell’unità Nazionale e delle Forze Armate anche quest’anno ha saputo accendere l’entusiasmo della “Melone”. Io fiera figlia e moglie di militari, cresciuta a pane e amor patrio, ogni anno, all’approssimarsi del 4 novembre, sento il bisogno di parlare ai miei bambini degli uomini che hanno saputo costruire e proteggere la nostra bella Italia e che sorretti da valori quali onore, gloria e fratellanza per essa hanno anche donato la vita. Il successo è sempre garantito perché, pur essendo molto piccoli, i miei bambini sentono istintivamente l’amore per la Patria, per la giustizia, per la libertà e quando ascoltano con gli occhioni spalancati la narrazione delle gesta dei nostri amati soldati si lasciano rapire ed emozionare.

Invitati dal Sindaco, dalla sua giunta, spronati e sostenuti dal nostro Preside, tutti insieme abbiamo deciso di portare in piazza la nostra gratitudine per il grande lavoro che le Forze Armate hanno fatto nel tempo e continuano tutt’ora rendendoci fieri di essere italiani. La sfilata, che ha percorso le vie di Ladispoli, è stata festante e colorata, ma quando per tre volte il nostro Sindaco ha deposto le corone in onore dei caduti, la commozione si è fatta palpabile.

Il piccolo Matteo Sprovieri, di 4 anni, che fino a quel momento sembrava un po’ distratto, all’improvviso si è fatto serio, serio e stringendomi la mano si è emozionato al suono del “Silenzio”, ma ben presto è tornato spigliato e gioioso, attorniato dai suoi compagni, cantando a squarciagola, con la manina sul cuore, il nostro meraviglioso “Inno di Mameli”. Giunti in piazza dei Caduti Matteo Troiani, pur essendo ancora molto piccolo, ha voluto esprimere un pensiero per i soldati d’Italia e per farlo ha dovuto imparare a memoria quanto creato fra le mura della sezione, sapete ha solo 5 anni e non sa ancora leggere! Dopo aver liberato al cielo i mille palloncini donatici dall’assessore Prato ed essere rimasti con il naso all’insù per guardarli decorare il cielo con i colori della nostra bandiera, abbiamo voluto immortalare quest’evento chiedendo al Sindaco Grando di fare una foto con noi. Lunedì in sezione i bambini che avevano partecipato hanno voluto condividere l’esperienza vissuta con chi non aveva potuto esserci, allora per poter facilitare questo travaso di emozioni, mi sono improvvisata intervistatrice ed oggi, in accordo con il Dirigente Riccardo Agresti, ho deciso di condividere con voi quello che i nostri bambini hanno colto dalla bellissima mattinata trascorsa insieme.

La piccola Sofia Daniele ha descritto l’emozione provata a camminare per le vie di una Ladispoli vestita a festa per l’occasione e la gioia di salutare nonna Lori che, festante, l’attendeva lungo il percorso. Giada e Melissa hanno raccontato com’è stato bello condividere questa giornata con tante persone “… il cuore faceva bum bum!” ha detto Giada e Melissa: “il mio sembrava un cavallo al galoppo”. Gaia e Micol sono rimaste affascinate dai palloncini tricolore che all’improvviso hanno “…affollato il cielo”. Alessandro e Flavia si sono stupiti perché non avevano mai sentito i grandi cantare con tanta foga “fratelli d’Italia” come dice Alessandro, anche se Flavia ha tenuto a precisare che: “papà quando guarda la Nazionale si alza dal divano e lo canta… ma piano, piano”. Questo piccolo esercizio di esternazione e di partecipazione delle esperienze vissute mi ha, ancora una volta, confermato le grandi capacità dei nostri bambini, ma il mio stupore ha avuto il sopravvento quando, dopo aver provato a spiegare loro concetti astratti e complicati quali: Patria, onore, Stato, Matteo mi ha descritto la gioia provata quando ha preso per mano il nostro Sindaco per fare la foto con noi, io gli ho detto: “hai visto con che dolcezza e simpatia ha lasciato gli impegni ufficiali per dedicarsi a noi?” e loro in coro mi hanno risposto: “e certo! Lui è lo Stato, lui rappresenta la nostra Patria!” sublimando quanto detto con una capacità di sintesi di cui solo i nostri bambini sono capaci. Ecco l’allocuzione di Matteo. “Buon giorno, sono Matteo Troiani, della scuola dell’infanzia della Corrado Melone, quando abbiamo parlato in sezione della festa delle Forze Armate, tutti abbiamo chiesto perché fosse così importante, sapete abbiamo solo 5 anni! La maestra ci ha spiegato che oggi ricordiamo gli uomini che con coraggio e forza hanno combattuto perché tutti noi potessimo vivere in pace in un Paese libero, allora tutti in coro abbiamo deciso di partecipare e dimostrare la nostra gratitudine a quelle persone così speciali. Poi parlandone a casa la mia mamma ed il mio papà mi hanno spiegato che ancora oggi ci sono persone che ogni giorno lavorano perché tutti noi possiamo crescere felici in un Mondo giusto e senza guerre… allora si è deciso: tutti in piazza a festeggiare: VIVA LA PACE, VIVA LE FORZE ARMATE, VIVA L’ITALIA.”

Anna Maria De Biasio

 

Significativo è stato l’entusiasmo dei piccoli alunni dell’Istituto Comprensivo “Corrado Melone” nel partecipare il 4 novembre alla festa delle Forze Armate, una presenza importante per gli aspetti formativi ed educativi sulle azioni e sul ruolo che svolgono quotidianamente le Forze Armate. Ancora una volta i bambini con la loro presenza sono riusciti ad essere i protagonisti di questo evento insieme a tutte le Forze Armate. Tutti gli alunni hanno allietato la cerimonia sfilando rigorosamente in grembiulino con palloncini tricolore, cantando con orgoglio l’Inno di Mameli e hanno dato voce ai loro pensieri racchiudendoli in poche righe: “Buon giorno a tutti, sono Alessandro, frequento la classe 5A della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo “ Corrado Melone” e a nome dei miei compagni e delle mie insegnanti ringraziamo il nostro Dirigente Scolastico Riccardo Agresti e le forze Armate qui presenti, per averci dato l’opportunità di partecipare. Anche se siamo piccoli, sappiamo che tutte le Forze Armate sono molti importanti perché, oltre a difenderci, svolgono tantissime missioni necessarie a mantenere la pace nei paesi colpiti dalle guerre e portare aiuti nei luoghi colpiti dalle catastrofi naturali. Per noi bambini, il vostro comportamento è un esempio di aiuto e amore verso il prossimo. Le Forze Armate a me sono molto care perché mio padre è un sottufficiale dell’Aereonautica e lo sono stati anche mio nonno e mio zio, quindi quando vedo una persona in divisa provo molto rispetto perché penso che il suo lavoro è proteggerci rischiando spesso la propria vita. Vi auguro una buona festa delle Forze Armate…..”

Sonia Marcon

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