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10/04/2017

Da qualche giorno hanno abolito i voucher di cui si è discusso a lungo, ma ne voglio parlare da un particolare punto di vista.

Ho un amico che deve tagliare l'erba in giardino. Non lo può fare perché non ha tempo. Ha tante conoscenze per farlo, di persone che lavorano in nero: giardinieri stranieri, italiani, gente che fa il secondo lavoro con attrezzature e decespugliatori. Chiama uno di loro: prezzo € 10,15 l'ora e il lavoro è fatto. Tutto a nero. Beh, questo mio amico voleva far lavorare una persona giovane, un 27enne con qualche problema di socializzazione e di inserimento nel lavoro. Ma soprattutto poco esperto, quindi a maggior rischio di incidente rispetto al navigato giardiniere che lavora in nero da anni. Questo mio amico venerdì mattina va a comprare i voucher che non troverà più. Mi chiama e mi dice che deve fare, io gli dico che per assumerlo bisogna fare una pratica complessa perché I voucher non esisteranno più ...

Conseguenza: il mio amico continua a chiamare gli esperti e navigati giardinieri che lavorano a nero. Il povero ragazzo di 27 anni se ne starà a casa.

Ma cosa sono, o meglio cosa erano gli incriminati voucher? Erano un sistema di pagamento in chiaro dei lavori saltuari ed episodici. Quei lavori piccoli e limitati sia nel tempo sia nella retribuzione, che in assenza dei voucher, prima che questi ci fossero, erano in grandissima parte pagati a nero. I voucher contro cui la Cgil ha promosso il referendum sono all’origine una misura chiesta dalla sinistra politica. Proprio per sottrarre una parte del lavoro alla dimensione del nero. Erano “di sinistra”, almeno prima di essere varati dal governo Renzi che, si sa, quel che toccava trasformava in veleno. Almeno secondo l’altra sinistra.

Voucher significavano tasse e contributi pagati. Significavano lavoro saltuario ed episodico in qualche misura regolarizzato, pagato in chiaro. Dei voucher si è fatto abuso, certo, ne hanno fatto abuso soprattutto le imprese che in taluni casi erano nella condizione di assumere. Mascherando sotto forma di voucher quel che spesso era lavoro non saltuario e non episodico. L’abuso andava stroncato, ovvio, evitato, ed i voucher erano da correggere, ma a mio avviso non da eliminare.

Cancellarli avrà come ovvia conseguenza quella che questi lavori non scompariranno comunque. Questa porzione del mercato del lavoro tornerà ad inabissarsi laddove era presente ancor prima di emergere: nel nero. Niente voucher, niente tasse e contributi. Si farà a nero, come prima , e forse un po’ più di prima.

A cura di Mario Marri, dottore commercialista

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