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04/04/2017

La Commissione Lavoro della Camera, nella seduta del 16 marzo 2017,  ha approvato l’eliminazione totale dei voucher, votando a favore dell’emendamento che prevede l’abrogazione degli articoli 48, 49 e 50 del D.Lgs. n. 81/2015 relativi alla disciplina lavoro accessorio. Il d.l. in oggetto, pertanto, fa saltare i referendum promossi dalla Cgil, anche se l'ultima decisione in merito, spetterà alla Cassazione.

L’abrogazione totale dei voucher approda in Gazzetta. I buoni per le prestazioni di lavoro accessorio richiesti alla data del 17 marzo, possono quindi essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017.

Il decreto legge 17 marzo 2017, n. 25 in argomento si compone di soli tre articoli, di cui il primo dispone l’abrogazione degli articoli 48, 49 e 50 del D.Lgs. n. 81/2015 relativi alla disciplina del lavoro accessorio.  

Il secondo articolo esplicita, le modifiche legislative in materia di appalto.

L’articolo 29, comma 2, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, dunque, nella sua nuova formulazione – eliminati i periodi soppressi – riporta quanto segue :

“1. Ai fini della applicazione delle norme contenute nel presente titolo, il contratto di appalto, stipulato e regolamentato ai sensi dell’articolo 1655 del codice civile, si distingue dalla somministrazione di lavoro per la organizzazione dei mezzi necessari da parte dell’appaltatore, che può anche risultare, in relazione alle esigenze dell’opera o del servizio dedotti in contratto, dall’esercizio del potere organizzativo e direttivo nei confronti dei lavoratori utilizzati nell’appalto, nonché per la assunzione, da parte del medesimo appaltatore, del rischio d’impresa.

2. In caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell’inadempimento.

3. L’acquisizione del personale già impiegato nell’appalto a seguito di subentro di nuovo appaltatore dotato di propria struttura organizzativa e operativa, in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro o di clausola del contratto d’appalto, ove siano presenti elementi di discontinuità che determinano una specifica identità di impresa, non costituisce trasferimento d’azienda o di parte d’azienda.

3-bis. Quando il contratto di appalto sia stipulato in violazione di quanto disposto dal comma 1, il lavoratore interessato può chiedere, mediante ricorso giudiziale a norma dell’articolo 414 del codice di procedura civile, notificato anche soltanto al soggetto che ne ha utilizzato la prestazione, la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di quest’ultimo. In tale ipotesi si applica il disposto dell’articolo 27, comma 2.

3-ter. Fermo restando quando previsto dagli articoli 18 e 19, le disposizioni di cui al comma 2 non trovano applicazione qualora il committente sia una persona fisica che non esercita attività di impresa o professionale”.

Viene meno quindi, la preventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore nelle controversie sui crediti di lavoro, e viene ripristinata la responsabilità solidale nella catena degli appalti, togliendo alle parti la possibilità di derogare con la contrattazione collettiva.

Il decreto legge entrato in vigore dal giorno 17 marzo 2017, metterà pertanto "fine" al lavoro accessorio mediante Voucher, consentendo l'utilizzo fino al 31 dicembre 2017, dei Voucher già emessi in circolazione.

A cura del Dott. Stefano  FOSCHI   Consulente del Lavoro

 

 

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