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20/03/2017

Conoscere i pericoli in casa: introduzione alla sicurezza

 

Ricordo che, tempo fa un canale televisivo trasmetteva un programma di attualità che poneva la sua attenzione sui problemi relativi alla sicurezza sui luoghi di lavoro.

I vari inviati, i soliti visi di gongolanti politici ed appagati industrialotti, gorgheggiavano le solite battute con opinioni anche ragionevoli e fondate sui problemi ed i percorsi da intraprendere per tutelare i luoghi di lavoro atti a raggiungere un alto livello di sicurezza.

Opinioni che qualunque illetterato avrebbe condiviso: ma è come affermare “chi è contro la guerra?” certo chiunque!! ma le guerre ci sono e ci sono ogni anno in Italia oltre un milione di incidenti presenti sui luoghi di lavoro con oltre 5o0 ad incidenza mortale, mentre si arriva ad avere una somma di mortalità doppia considerando anche i lavoratori deceduti sulle strade ed autostrade, questo perché anche le strade possono essere considerate, per i lavoratori pendolari e per gli autisti professionisti, veri e propri luoghi di lavoro.

Quindi abbiamo, ogni anno, una stima pari ad oltre 1000 lavoratori che perdono la vita sui posti di lavoro e vi posso assicurare che è una stima riduttiva.

Ma il vero scalpore è che gli incidenti domestici sono il doppio di quelli autostradali e dieci volte di più di quelli che accadono sul posto di lavoro.

Per i dati di eventi mortali accaduti a causa di un incidente domestico le statistiche ufficiali colgono con difficoltà l’effettiva portata del fenomeno, ma le cifre sono comunque preoccupanti.

E’ certo che un incidente domestico, come dire, fa meno notizia di un aereo precipitato che causa la morte di 100 persone.

Come recita un vecchio adagio giornalistico "un cane che morde un uomo non è una notizia, ma un uomo che morde un cane sì".

Questi avvenimenti riguardano da vicino persone che trascorrono molto tempo a casa, soprattutto donne, bambini ed anziani, senza contare che esiste una massa invisibile, pari a circa un milione e mezzo, di collaboratrici domestiche, badanti, ecc.. presenti nelle case italiane ed il loro lavoro non è senza rischi.

Quali sono le zone dell’appartamento meno sicure? sono i luoghi che consideriamo più affidabili che ci ingannano ed in cui si può lasciare la vita.

A vedere le varie statistiche, i luoghi di pericolo, per elenco crescente, sono: cucine, scale, soggiorni e depositi.

Ogni anno muoiono prematuramente tantissime persone come tragica conseguenza di una caduta in casa o per le complicazioni derivanti da un incidente.

La causa principale degli infortuni domestici è costituita dai comportamenti individuali, dalla disattenzione, dalla consuetudine ed dall’eccesso di sicurezza, quest’ ultima risulta essere la causa più frequente.

Abbiamo già citato che tra le vittime più numerose ci sono soprattutto anziani e nel futuro questo dato peggiorerà a causa dell’innalzamento dell’età demografica.

Nell’Unione Europea gli incidenti che accadono nei luoghi di lavoro ed in casa, rappresentano una delle più grandi problematiche di salute pubblica, negli stati cosiddetti “emancipati ed industrializzati”, ogni due minuti, qualcuno muore a causa di un incidente ed oltre 200 persone restano infortunate. 

Duecento persone ogni due minuti!! E’ agghiacciante.

In Italia abbiamo dati statistici molto semplicistici, che indicano oltre tremilioni (altri enti statistici determinano anche 4 milioni) di incidenti casalinghi annuali.

Centinaia di queste persone vengono ricoverate in ospedale con una degenza media di 10 giorni, per un costo sanitario ospedaliero spaventoso a cui si devono inoltre sommare i costi indiretti dovuti al lavoro perso, assicurazioni, ecc..

In Italia la materia della prevenzione degli infortuni domestici ha avuto una sistemazione normativa con la legge 3 dicembre 1999, n. 493, dove notiamo che per "ambito domestico" si intende l'insieme degli immobili di civile abitazione (?) e  l’obbligo di una assicurazione.

E’ poca cosa, ma meglio un bicchiere mezzo pieno che completamente vuoto.

Ritengo tale normativa, anche se buona, insufficiente, perché non entra a “contatto diretto con il problema”.

Mi domando quante casalinghe hanno lasciato da parte la rivista dei gossip e letto tale normativa?

Gli incidenti domestici sono in costante aumento, è indispensabile trovare una soluzione per ridurre il rischio incidente.

Da dove bisogna partire? Sicuramente dalla scuola!! è importante conseguire un ipotetico attestato della cultura della sicurezza fin da piccoli.

Occorre non solo studiare e conoscere gli incidenti che si verificano tra le mura domestiche ma anche come può essere possibile affrontarli consapevolmente.

Ricordo comunque che “il rischio zero non esiste” ( è la prima cosa che ti inculcano alle Scuole Antincendio dei VVF), quello che importante è raggiungere un grado di sicurezza elevato all’interno della nostra casa, questo attraverso due discipline: la prevenzione e la protezione.

Per verità, un progetto “Scuola Sicura", realizzato dal Ministero dell'Interno in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione e con il Dipartimento della Protezione Civile è stato avviato in via sperimentale nel 1992.

 

Credo che il progetto stia andando avanti procedendo su tutto il territorio nazionale al fine di conquistare il maggior numero di istituti scolastici.

Leggo, sul sito ufficiale, che “il progetto tende a favorire l'inserimento nella scuola dell'obbligo di un programma globale di educazione incentrato sui rischi naturali, dell'ambiente domestico e scolastico, che tende a coinvolgere anche l'aspetto comportamentale ed avvicini i ragazzi alle realtà della protezione civile”.

Per consolidare tale attività ed uscire dalla fase di sperimentazione nel 1997 e 1998 sono uscite nuove circolari che suggerivano la possibilità di una lettura integrativa negli attuali programmi didattici.

Anche questa buona cosa, anzi buonissima, ma mi sembra un pò come l’ora di ginnastica e di religione quando frequentavo le medie negli anni 60.

Il problema sicurezza è invece dannatamente serio, le statistiche degli incidenti in casa mostrano numeri che sono sempre in costante aumento.

Ed allora, la nostra serietà e la nostra dignità ci impone di essere più severi nel educare i nostri figli nei confronti della sicurezza.

La mia idea è che la gestione della sicurezza, a livello scolastico, deve essere intesa come una disciplina didattica diretta e non trasversale.

I nostri ragazzi, partendo dalle scuole di base, devono studiare e sapere come combattere un incidente di qualunque natura sia, devono sapere come adottare azioni di prevenzione all’incidente stesso e di protezione alla loro persona.

di Sandro Belleggia e Gabriele Fargnoli                                                                         

 

 

Per conoscere ed affrontare i pericoli in casa, nei prossimi numeri parleremo di:

  1.        cucina/soggiorno/bagno
  2.       garage/cantina/deposito
  3.       gli impianti tecnologici
  4.       la sicurezza dei bambini
  5.       un principio d'incendio

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