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L’ARTE DEI GIOCHI OLIMPICI

04/08/2016

di Barbara Civinini

Lo sport è di tutti – anche dell’arte, aggiungiamo noi – come recita lo spot televisivo RAI, ricordando la massima del barone di Coubertin. Proprio per questo, in occasione dei Giochi Olimpici diRio de Janeiro, il Sistema Italia ha promosso tutta una serie d’iniziative a testimonianza della “cultura olimpica”. Il Museu Nacional de Belas Artes di Rio ospita sino al 2 ottobre la mostra I Giochi in Grecia e a Roma. Curata da Annalisa Lo Monaco ed Eugenio La Rocca, col sostegno del Consolato generale e dell'Istituto italiano di cultura, offre un quadro completo della storia delle competizioni sportive del mondo antico attraverso una selezione di 60 opere di altissimo pregio storico e artistico. L’allestimento è corredato da un importante apparato multimediale, con ricostruzioni 3D dello Stadio di Domiziano, dell’Anfiteatro Flavio (Colosseo) e del Circo Massimo. Tra le opere esposte anfore, coppe e crateri, statuette di bronzo e ceramica, mosaici pavimentali, e persino dischi, pesi e giavellotti usati nelle gare. Protagonista della mostra la statua del Pugile, copia romana di età adrianea, messa a disposizione dal gruppo BNL, che è esposta per la prima volta all’estero. Rinvenuta nel 1739 in una ricca dimora di età imperiale alle falde del Quirinale, rappresenta un giovane pugile riconoscibile dai guantoni. A disposizione dei visitatori anche il prezioso Sarcofago delle Quadrighe (III secolo d.C.) proveniente dal Museo della città di Aquino dove è stato utilizzato come altare fino al 1991, poi trafugato e recuperato, dopo vent’anni, dalla Guardia di Finanza.La nascita dei moderni giochi olimpici è attribuita al nobile Pierre de Frédy, barone di Coubertin, che li sdoganò nel 1896, aprendoli a tutto il mondo. Considerati una festa “pagana”, furono interrotti nel 393 d.C. dall'imperatore Teodosio I, assieme ad Ambrogio vescovo di Milano, a causa del terribile terremoto che aveva devastato Olimpia, sede dei giochi, e per via del malaffare legato alle gare. La competizione si svolse, ogni 4 anni, dal 776 a.C. al 393 d.C. Durante le 292 edizioni ogni ostilità fu ufficialmente sospesa. Sulla loro origine, che si è persa nella notte dei tempi, ci sono numerose leggende. I giochi sono documentati in molte civiltà, da quella minoica, in cui era praticata la taurocatapsia - il pericoloso volteggio sopra i tori - a quella micenea che ereditò da Creta il pugilato. Le immagini più belle sono legate alla narrazione di Omero nell’Iliade. Celeberrimi sono i giochi indetti in onore del defunto Patroclo, il migliore amico di Achille. Le prime testimonianze scritte parlano di una sola gara di corsa: lo stadion.Poi si aggiunsero le altre competizioni, dal pentatlon al pugilato. La mostra conclude idealmente il percorso inaugurato dall’Anno dell’Italia in America Latina, promosso dalla Farnesina in collaborazione con i Beni culturali, lo Sviluppo economico, l’ICE, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e il contributo di molte imprese.

 

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