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Ladispoli, scuola. EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’ E CITTADINANZA ECONOMICA: LA SCUOLA ITALIANA IN CAMPO PER UNA NUOVA ETICA DELLA RESPONSABILITA’

16/12/2015

 

Progetti formativi congiunti, linee-guida condivise, sinergie efficaci fra soggetti pubblici e privati: tutti insieme per sviluppare e diffondere la conoscenza dell’economia e della finanza fra gli studenti. E’ l’obiettivo della I Edizione di “Econo-Mix, le Giornate dell’Educazione Finanziaria”, manifestazione che si è svolta a Roma dal 23 novembre al 4 dicembre e ha avuto come teatro la Sede ABI di via delle Botteghe Oscure. Enti promotori MIUR, Feduf (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio) e altre 12 Associazioni attive nella promozione della cultura economica.

In platea migliaia di allievi delle Scuole di ogni ordine e grado. Fra gli studenti in sala, anche diverse classi dell’Istituto “Giuseppe di Vittorio” di Ladispoli, accompagnate dai docenti Angela Palucci, Annamaria Ciamillo, Tiziana Lanni, Valeria Mollo, Donato Simone e Maria Vasta. Lezioni, dibattiti, convegni, laboratori didattici: un’occasione imperdibile di condivisione e confronto con i principali attori impegnati a livello nazionale nel comune proposito di rendere l’economia e la finanza tematiche familiari e accessibili agli studenti.

Molte le iniziative presentate durante le Giornate dell’Educazione finanziaria: fra queste il Progetto “Economic@mente-Metti in conto il tuo futuro”, ideato per gli studenti della Scuola secondaria di secondo grado, da ANASF (l’Associazione Nazionale dei Promotori finanziari), dedicato ai temi del risparmio, dell’investimento e della pianificazione finanziaria e illustrato in sala da Guglielmo Bernardi.

L’iniziativa “Econo-mix” parte da lontano. “L’educazione economica è parte integrante del bagaglio culturale indispensabile per la formazione di cittadini consapevoli. Proprio per questo  abbiamo voluto con forza metterci al tavolo con tutte le istituzioni impegnate in questo settore per diffondere la cultura della legalità e la consapevolezza dell’importanza della corretta gestione del denaro pubblico”: è il 10 giugno 2015 quando il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini firma la “Carta di Intenti” sull’Educazione alla Legalità economica come elemento di sviluppo e crescita sociale, con tredici fra Istituzioni pubbliche e soggetti privati (dalla Corte dei Conti alla Guardia di Finanza, dall’Associazione Bancaria Italiana a Equitalia e alla Fondazione Rosselli).

Il protocollo di intesa si poneva lo scopo di potenziare le sinergie già in essere fra i vari Enti e di consentire un loro più efficace coordinamento, ai fini di una capillare diffusione dell’educazione finanziaria nelle scuole e nella società.

Mettere a tema la trasparenza delle dinamiche e degli assetti economici, per educare alla democrazia e alla legalità facendo leva sul protagonismo degli studenti: questo l’obiettivo strategico della “Carta di intenti” siglata dal MIUR.

Una “sana alleanza” interistituzionale per promuovere, ciascuno nel proprio ambito di competenza, l’informazione e la formazione sui temi dell’economia, della finanza, dell’etica della responsabilità. Il tutto ricompreso nel curriculum scolastico delle giovani generazioni, chiamate a governare i cambiamenti culturali e le complessità che caratterizzano le società attuali.

A recepire i desiderata e lo spirito della Carta di intenti, il dettato della Legge 13 Luglio 2015, n. 107, che nel ventaglio dell’offerta formativa prevede espressamente un potenziamento delle conoscenze in materia di diritto e di economia, anche ai fini di una più diffusa ed efficace educazione all’autoimprenditorialità. Il sapere pratico accompagna così quello teorico e i valori legati alla cultura della legalità si traducono in prassi economica, con ricadute positive tanto per i singoli individui, quanto per l’interesse pubblico. “La legalità – ha affermato Vincenzo Busa, presidente di Equitalia – è funzione diretta del tasso di educazione civica dei cittadini, a sua volta alimentata dalla trasparenza degli apparati amministrativi e dalla condivisione delle regole, che non devono essere percepite come qualcosa di coercitivo, ma come un bene comune su cui basare il nostro vivere civile”.

Condivisione, corresponsabilità di Istituzioni e interdisciplinarità: questo il quadro di riferimento generale entro il quale collocare una efficace educazione alla “cittadinanza economica”.Con iniziative come Econo-mix, l’Italia si allinea finalmente a tutti i principali Paesi del mondo, che hanno attivato negli ultimi anni programmi e interventi di financial education.

Si tratta, con tutta evidenza, di un’attività educativa strategica, in quanto lo sviluppo di conoscenze, capacità e competenze che permettono all’individuo di divenire un agente economico consapevole e rispettoso delle regole del vivere civile, contribuisce non solo al benessere individuale, ma anche a quello collettivo di un Paese, soprattutto considerando la crescente rilevanza che il sistema economico-finanziario riveste all’interno delle società. 

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