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giovedì 23 maggio 2013
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martedì 3 luglio 2012 Letture: 655

IMMOBILIARE/LADISPOLI, IL MATTONE TIENE MA...

Nell’insieme il mattone su Ladispoli tiene, secondo la prospettiva delle agenzie immobiliari. Tiene ma non fa eccezione al trend nazionale delle sofferenze. Il mercato in realtà ha avuto un crollo a partire dall’ultimo quarto del 2009, che con una lenta e inesorabile discesa ha portato ad un meno 30% il volume dei clienti che si rivolgono a un intermediatore per comprare casa. E ad arrivare all’affare infine è la metà di quelli che compiono il primo passo. Come dire che, se tre anni fa erano in 10 a rivolgersi a un’agenzia, oggi sono solo in 7, e la casa alla fin fine la comprano solamente in tre.

Ma andiamo per ordine.

Sul piano statistico siamo tornati ai numeri di inizio anni ’90, sia in ordine ai valori del mercato attuale che in ordine alla prassi:  la bolla si è sgonfiata e chi oggi riesce a prendere un mutuo non intasca più del 70% del costo dell’immobile, e a fronte di un reddito blindato e vitalizio (il mitico posto fisso, ndr) deve anche garantire una fetta di torta in contanti pari a un buon terzo del valore in oggetto. Costume un tempo abituale e che poi abbiamo per qualche tempo tralasciato a beneficio di una disinvoltura nei finanziamenti che oggi possiamo scordarci. E se da un lato le agenzie evidenziano un calo dei prezzi che oscilla fra il 20 e il 30%, è pur vero che il quadro generale si mette male per le partite Iva. Ossia quel diffusissimo mondo di piccoli imprenditori, artigiani in proprio e anche professionisti che, non potendo contare su introiti certi e a tempo illimitato, corrono sul fronte del mutuo per l’acquisto di una casa le stesse difficoltà che avrebbero con una banca per l’erogazione di un finanziamento per la loro impresa.

A meno insomma di avere quote di liquidità in proprio, una partita Iva anche qui su Ladispoli avrebbe – e di fatto ha – problemi seri a portare a termine una procedura di acquisto. Ora, le agenzie ci dicono che il mercato parla locale per il 60% e romano per il restante 40, il che vuol dire che sul fronte dei trasferimenti di proprietà per ogni due case vendute che cambiano mano per vie interne ce n’è una che viene acquistata da una famiglia che si trasferisce da Roma.

E qui va detto che il nuovo ha il suo perché. Le aree in ultimazione che vanno esaurendo i lotti ancora da terminare sono quelle che – a parità di prezzo – vantano maggior appeal sui potenziali acquirenti.  E senza dimenticare che il nuovo peraltro costa sempre leggermente di più.

Ma identico or5dine di problemi si riscontra anche sul fronte degli affitti. Un precario – confidano le agenzie – si vede chiudere la porta in faccia, esattamente come un piccolo imprenditore o chiunque non abbia possibilità di garantire la continuità nell’erogazione dei pagamenti. Se vogliamo metterla sotto questa luce, meglio pensionato che titolare di un negozio le cui prospettive di fatturato siano incerte quel tanto che basta a eccedere la misura delle spese di gestione dell’attività e di quel migliaio di euro al mese che necessariamente serve a vivere e a mandare a scuola un bambino.  I margini per l’affitto si collocano quindi molto in alto.

Le stesse agenzie confermano d adottare standard restrittivi a tutela del cliente, e di non correre il rischio di aprire le porte di un appartamento in fitto a chi non dispone di una busta paga. Così va e secondo gli addetti ai lavori è così che andrà per almeno un altro paio di anni. Prospettiva che si poggia su stime piuttosto volatili – questo va detto – dal momento che nessuno è realisticamente in grado oggi come oggi di dire quanto potrà durare lo stato di crisi globale che influenza i mercati immobiliari. Prendiamolo allora come un margine minimo, ossia come un indicatore di uno stato di sofferenza che entro i prossimi due anni è destinato a non mutare.

Il settore in questione infatti risente degli indicatori di ricchezza più che altri. E in una prossima nuova esplorazione del dato locale terremo conto del mercato non abitativo (i negozi) e del fronte dei contenziosi giudiziari che anche meglio aiuta a mettere a fuoco le dinamiche fra compratore, venditore e finanziatore e a descrivere un fenomeno che in città come Ladispoli occupa spazi di ricaduta economica e lavorativa essenziali.     

redazione baraondanews

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