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mercoledì 19 giugno 2013
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martedì 26 giugno 2012 Letture: 571

UNO SGUARDO AL FUTURO CON DISPERATO OTTIMISMO

Il coccodrillo delleconomia piange ma non si commuove. Tutto è finito nel tritatutto delle contingenze dettate dalleconomia. Si aumenta o si taglia ovunque si trovi ciccia - senza far brontolare i potentati - seguendo le ragioni della cassa: aumentano i ticket sanitari, del treno e i pedaggi autostradali; si taglia sulla scuola, sul lavoro, sulla previdenza.
I diritti fondamentali dell'uomo (perno delle Costituzioni moderne) sedotti - o forse sarebbe meglio dire, violentati dalla nuova moda del tutto tecnico, realizzata da uomini artificiali teleguidati via satellite dai gotha del Fondo Monetario. Sulla base dellideologia logaritmica si è scelto di inventare un nuovo uomo, plebeo, un po babbeo, con tanto di anello al naso e la mano immersa nel taschino destro, pronto a pagare un altro ticket.
 
Gli esperti stimano che i capitali elettronici in circolazione nel mondo potrebbero essere 6/7 volte superiori a quelli corrispondenti all'economia reale. Non se ne parla molto, forse è meglio non indagare, si potrebbe scoperchiare il vaso di Pandora della finanza internazionale e capire in troppi che il terreno su cui si erge la società moderna e' un'illusione collettiva; se venisse a mancare pure quella, sarebbe la fine. Oppure è proprio il misurato diffondersi di una coscienza antitetica a quella del gotha che tranquillizza le masse e immunizza il sistema finanziario dalle possibili reazioni incontrollate della massa. Una specie di cura omeopatica somministrata in gocce. Capitali che si spostano alla velocità della luce da un continente all'altro condensando enormi quantità di denaro nelle mani di pochi guru. Soldi che provengono dalla fonte di una “non economia”, dal nulla di un gioco speculativo, mentre milioni di persone affrontano lo spettro della miseria. E’ stato stimato che ogni giorno, mediamente, 24.000 persone muoiono di fame o cause ad essa correlate; tre quarti sono bambini al di sotto dei cinque anni d'età. La ridistribuzione della ricchezza, a causa dell'economia finanziaria, è più iniqua di prima. Ad esempio in Italia (dati forniti da Bankitalia) le 10 persone più ricche hanno un patrimonio equivalente a quello dei tre milioni di italiani più poveri. Cinquanta miliardi di euro, è questa la somma dei patrimoni delle dieci persone più ricche d’Italia secondo quanto emerge dall’ultima classifica stilata da Forbes nel marzo scorso. Patron Nutella, gruppo Ferrero, è al primo posto, Berlusconi solo sesto.
 
Ci domandiamo se esista una possibilità da parte della gente comune di arrestare questo processo di progressiva disuguaglianza sociale. Forse sì. Un esempio che può essere incoraggiante: fino a qualche mese fa il governo Monti dava quasi per certo l'aumento dell'IVA dal 21% al 23%. Beh, qualche giorno fa c’è stato un primo dietrofront da parte del ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, che - magari dopo aver analizzato la diminuzione del gettito fiscale indotto dagli emendamenti "Salva Italia" ndr - ha dichiarato di accantonare l'idea dell'aumento dell'aliquota e di preferire agire sulle spese previste per la costruzione del ponte sullo stretto e qualche sforbiciata alle spese della politica. Un’altra nota emblematica: da qualche settimana l'AGIP, dopo aver constatato una diminuzione del flusso del traffico (e quindi del consumo di carburante) del 10% ha deciso di diminuire il prezzo alla pompa di circa 20 centesimi su ogni litro di carburante. Se ci pensate bene, e' più o meno quel 10% che stava perdendo con la diminuzione del traffico, soltanto che con questa scelta si sarà accaparrata anche gli automobilisti che andavano a fare rifornimento altrove. Ora tutti gli altri gestori sono stati costretti a rivedere le loro tariffe scombussolando la politica di cartello dei petrolieri. In pratica il consumatore diligente può condizionare positivamente le scelte governative e delle lobbies più di quanto riesca a farlo l'elettore. L'unico limite all'esercizio di questo potere fino ad ora era rappresentato dalla difficoltà a muovere questa volontà ad unisono, cosa che, grazie alla crisi, viene ristabilita dal buon senso collettivo; inoltre il web fornisce nuove opportunità per coordinare le azioni della collettività. Infine c’è un ultimo elemento che potrebbe favorire il declino della tecnocrazia guidata dalle lobbies: se è vero che delle elite di potere hanno generato tutto questo, è anche vero che la loro stessa avidità e disunione possa rappresentare un fattore catalizzante per riportare in primo piano gli interessi della collettività. Almeno questo è quello che alcune rappresentazioni teoriche iniziano a paventare. Intanto però, è meglio pagare il ticket.
 
 dp
 
 
 
 

redazione baraondanews

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Commenti

  Antonio Mazzitelli   28/06/2012  20:00:50
Fiovo il punto che tu tocchi ha un livello di discussione primario cioe' il livello di welfare che lo stato deve garantire ai cittadini e quanto debba essere penetrante lo stesso nella vita di questi ultimi per poter realizzare questo obiettivo. Un tema molto caro a chi e' ideologicamente attratto dalla politica come lo sei tu. La problematica nuda e cruda dell'attualita' odierna e' che non sembra piu' possibile avere un livello di welfare come eravamo abituati, come avevano costruito le generazioni precedenti. Bada bene non e' che io sia contento di cio', anzi. Pero' la realta' e' questa e sembra difficilmente reversibile. Purtroppo quel modello oggi ha presentato il conto perche' i nostri antenati avevano messo su un bel giocattolo ma al tempo stesso avevano programmato che il suo costo lo avrebbero pagato i loro pronipoti cioe' noi. Forse avremmo potuto reggere qualche decennio di piu' se non ci si fosse messa di mezzo la crisi economica attuale o se non fosse aumentata l'importanza dell'Unione Europea; sicuramente pero' prima o poi avremmo dovuto iniziare a pagare i debiti come in qualsiasi famiglia che vive con la carta di credito spendendo piu' di quanto guadagna. Una nota polemica pero' voglio metterla, anche se ripeto non sono ovviamente contento di tutto questo, forse e' arrivato pure il momento di presentare il conto a quella categoria di persone che dietro la cultura dei diritti scorda che esiste anche il concetto dei doveri. Un saluto
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  Fiovo   28/06/2012  12:54:48
Per capire quello che sta succedendo, è sufficiente pensare alle pensioni e alla sanità. per avere un livello minimo dignitoso, non è più sufficiente essere cittadino, ma occorre una capacità di spesa che non tutti hanno. la stessa cosa succederà presto per tutte le prestazioni assistenziali soggette ad Isee. lo Stato sta arretrando - a causa anche dei pesanti debiti accumulati -; negli Stati Uniti è già successo da tempo, con il risultato che la persona più potente del mondo viene eletta dal 25% degli aventi diritto.
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  Antonio Mazzitelli   27/06/2012  19:26:30
David io per natura sono ottimista ma anche pragmatico/realista se in questa maniera si riesce a capire il termine. Sono d'accordo sulla tua analisi e PURTROPPO un pò meno sull'epilogo ottimista. Non è un problema ormai italiano, quello la storia ci insegna che si riesce a tamponare è ormai mondiale e noi stiamo così a pezzi perchè se è vero che siamo abituati a galleggiare sulle nostre contraddizioni è anche vero che non abbiamo mai provato a farlo durante una tempesta di queste proporzioni. Io ora mi trovo nell'Indiana, stato notoriamente repubblicano e fortemente conservatore; però le persone che conosco qui anni fa non erano contrarie ad Obama, tanto è vero che i repubblicani qui vinsero con il minor scarto della storia. Oggi però Obama non ha più quel credito di qualche tempo fa ed addirittura deve ricorrere a far passare il concetto che devono votare anche i latini per sperare di poter vincere. La Merkel pur di salvare il suo posto è disposta a far saltare l'Europa. Sarko, in Francia, ha dovuto lasciare superato dalla riserva della sinistra perchè il titolare era rimasto coinvolto in uno scandalo sessuale. Noi ci teniamo Monti che da una parte fa delle scelte incomprensibili come l'IVA e dall'altra porta avanti qualche sua idea che non dia troppo disturbo ai partiti se no gli pongono il veto come hanno fatto su argomenti diversi PDL, PD ed UDC; l'unica sua fortuna che gli italiani lo "lasciano stare" perchè almeno appare una persona seria e quindi gli perdonano (ancora per quanto?) il fatto che stia facendo, a torto o ragione, gli interessi del Paese senza però coinvolgere nei sacrifici Banche, Partiti e Chiesa Cattolica. Comunque spero come mai in questo caso di sbagliarmi e che tu abbia visto bene sono disposto a compiere qualsiasi penitenza. Un saluto e grazie per il vostro sito che mi da la possibilità di tenermi in contatto con la quotidianità di Ladispoli.
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  dp   27/06/2012  15:58:24
x Mazzitelli. E' vero che la class action è uno strumento a cui abbiamo rinunciato troppo facilmente. Anzi, qualcuno ha fatto finta di volerla fare rielaborandola in maniera tale che il parlamento e le lobbies che erano dietro a determinati parlamentari potessero in qualche modo digerirla, ma non è piaciuta neanche così. In america c'è una mentalità (Toqueville e Weber l'hanno descritta egregiamente) che ha spinto il capitalista e la politica a tenere maggiormente in considerazione la volontà dei cittadini. Anch'io rimango fondamentalmente pessimista per quello che sarà. Non si può ragionevolmente ignorare la realtà, però credo che ci siano dei fattori nuovi che nonostante tutto possono uscire fuori dal controllo dei poteri forti e scombussolare completamente il quadro globale. Non sono teorie neo marxiste, bensì la constatazione che in un quadro di grave crisi economica, di forte disunione politica tra nazioni, di cartelli tra multinazionali barcollanti e una nuova coscienza delle nuove generazioni, è difficile credere che le multinazionali possano continuare a proliferare. Quando la terra fu colpita dagli asteroidi, i grandi dinosauri furono i primi a scomparire, per mangiare si sbranarono tra di loro e rimasero solo i topolini. Beh, potremmo essere quei topolini e dopo di noi solo i topi, quelli veri...
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  Antonio Mazzitelli   27/06/2012  15:41:09
Ciao Fiovo, cosa intendi? Ogni diritto e' sempre riferito alla persona quindi al cittadino; qui mi sembra si stia parlando nello specifico del settore del consumo che e' una parte della vita delle persone. Pero', forse tu avrai capito una cosa che a me sfugge
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  dp   27/06/2012  15:37:38
x Fiovo. D'accordo con il diritto del cittadino, infatti nel preambolo si sostiene che i diritti fondamentali dell'uomo sono calpestati. Il potere del consumatore (considerando che oggi tutti possono e devono necessariamente consumare), è stato inteso come leva da parte dei cittadini per riprendersi una parte della sovranità persa dalla logica del "tutto tecnico". La politica si dovrebbe servire dei tecnici, non il contrario. Bersani riversava la sua attenzioni sui consumatori in chiave di categoria sociale che in qualche modo potesse essere rappresentata adeguatamente dal suo partito, invece il mio obiettivo era quello di individuare nel consumatore (ma anche nel cittadino) una coscienza politica su base civile che lo rendesse elemento attivo del processo di governante basato sul principio che: è l'uomo che fa la legge, non è la legge che fa l'uomo.
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  Fiovo   27/06/2012  13:40:00
C'è però un rischio insito in questo ragionamento: quello di dire io consumo - seppur consapevolmente - e quindi ho diritto. e se io non posso consumare? I diritti dovrebbero legarsi, prima che al consumo, alla cittadinanza, all'essere cittadino. Se ne è accorto - forse con ritardo - anche Bersani che dopo una lunga stagione di attenzione ai consumatori, ha iniziato da qualche tempo a parlare di cittadini
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  Antonio Mazzitelli   26/06/2012  20:13:34
Il consumatore senza dubbio influenza le scelte dell'economia maggiormente attraverso i consumi che attraverso il voto. La piu' grande democrazia mondiale investe ingenti risorse nel customer service proprio perche' e' stata scottata da una mini rivolta delle donne americane negli anni 50 quando il prezzo di alcuni tipi di carne s'impenno' vertiginosamente non lo comprarono sostanzialmente piu' preferendogli la carne bianca. Oggi il customer service americano e' realmente customer oriented, cioe' orientato verso il conumatore, basti pensare che se un articolo non ti soddisfa nella quasi totalita' dei punti commerciali ti viene restituito il denaro!!! Se si guarda alle cose di casa nostra la legge sulla class action, che rappresenta il minimo di una legislazione a tutela dei consumatori, era sostanzialmente pronta durante il governo Prodi e praticamente e' rimasta li' in un cassetto dimenticato da tutti. Circa invece le questioni tra poveri e ricchi sono assolutamente pessimista circa un miglioramento della situazione perche' le scelte sociali che condizionano questo fenomeno non sono piu' locali ne' tanto meno italiane. La globalizzazione ha portato a far si che alcune multinazionali siano piu' ricche di qualsiasi stato. Un saluto
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