il debito finanziario nazionale e' stimato in 62 miliardi e sui cittadini grava con circa 1100 euro a testa. La Corte dei Conti aveva lanciato l’allarme per quegli enti locali italiani decisamente poco virtuosi. E se i conti di oggi sembrano pessimi, le previsioni sono ancora peggiori. Tutti attendono la manna dell'imu, a rimpiazzare il vecchio ici, ma forse non bastera' a rientrare nella "patta" di stabilita'. Da un lato, avverte la magistratura contabile, c’è il ricorso all'indebitamento in forte crescita, e dall’altro aumentano le amministrazioni un po’ malate in tema di salute per le loro casse per vizi tecnici e poca conoscenza, causando evidenti squilibri economici ed amministrativi indotti.
A guardare bene, nel calderone degli enti locali, è tutto un effetto domino: sprechi pubblici di vario zampillo, infrastrutture inutilizzate od addirittura incompiute con spese che galoppano. affitti esorbitanti, mutui contratti sulla base di stime di lungo periodo poco accorte, frutto di una politica finanziaria degli anni novanta ad oggi insostenibile, sono tutti elementi che hanno creato una tensione strutturale, sistemica. Potenzialmente cronica.
Il ricorso all'indebitamento come prassi consolidata, come se spendere cio' che non si ha sia divenuto un elemento di virtu' politica, e in taluni casi anche l'impiego di strumenti di finanza derivata fatta spesso da titoli tossici, ha inquinato ulteriormente la situazione dei comuni. molti dei quali vedono svuotate le proprie casse, con una costante ipoteca sui bilanci futuri che non consente serena pianificazione neanche nel presente. lo stato, socio di maggioranza, spesso rende i trasferimenti in maniera parziale, lenta, a singhiozzo, mettendo in difficolta' anche i privati che nell'illusione della sicurezza di lavorare per un ente hanno investito magari le risorse cumulate in anni di lavoro, o hanno posto a garanzia i propri beni. in alcuni casi il governo centrale, sembrerebbe persino chiedere indietro il resto a quegli enti locali non virtuosi, anzi diciamo viziosi. Molti comuni hanno intaccato persino i fondi di riserva per sostenere spese che si ritenevano ordinarie. Appena girano quattro quattrini, malattia tutta Italiana, si tende nel bel paese a lavorare per somma urgenza, come se si pensasse: magnamoseli adesso o quando ce ricapita! In questo quadro di dissesto x gli enti locali pesa molto anche la situazione delle provincie, che incidono per circa un 20% sul debito sovra enunciato. In questo contesto, Ladispoli che fase sta attraversando? E cerveteri, riuscira' a non sforare? Il quesito viene naturale: soprattutto quando Le lamentele sull'ammanco di risorse pubbliche sono all'ordine del giorno e sembrano indistintamente investire tutti i comparti della pubblica amministrazione per bocca di amministratori di ogni sorta, ognuno con la propria pesante carrozza da tirare.