Se c'e una cosa che gli elettori hanno insegnato al sistema politico in questa elezione, e' la morte degli apparentamenti, frutto di una legge elettorale scandalosa che in "pochi" riescono a comprendere. In pochi riusciranno a comprendere come fa un candidato che prende più di 1300 voti a non poter rappresentare i propri elettori a scanso di altri che con 10 volte in meno di preferenze sederanno in consiglio comunale. Con questa legge la democrazia rappresentativa e', di fatto, un presa per i fondelli. Giocare con queste regole significa abbandonare l'idea di poter governare con coerenza per diventare degli scaltri contabili e non si potrà certo contare su una vera e immediata rigenerazione del sistema politico.
Ad ogni modo il quadro politico e' molto piu' limpido di come si era presentato 5 anni or sono e nonostante la matematica degli apparentamenti e dei premi, gli elettori di Ladispoli e Cerveteri hanno ribadito ai candidati sindaco, vincenti o perdenti, che gli apparentamenti e gli accordi sottobanco non sono cosa gradita. Promettere poltrone e regalie a candidati che erano ormai fuori gioco, e' una scelta d'altri tempi che anche il più cinico dei politici capira' presto di non dover piu' attuare, anche se ancora dobbiamo assistere a queste brutture. Dovremo avere il pudore di lasciare fuori dai giochi soprattutto quei personaggi che hanno fatto della campagna elettorale una comica RIPETIZIONE di salti della quaglia, attraversando tutto il firmamento politico pur di trovare una poltroncina. Vergogna!!!
Complimenti al neo sindaco eletto di Ladispoli (C. Paliotta), ma sopratutto una lode al sindaco di Cerveteri (A. Pascucci) che, come fanno i rappresentanti del popolo nelle democrazie più emancipate, aveva già presentato all'elettorato la sua squadra di governo, evitando il Walzer delle poltrone del dopo campagna e impartendo un elemento di chiarezza verso l'elettorato.... - un consiglio: la prossima volta pero' lo faccia prima! - .
In quanto a Ladispoli, confidiamo che questa sia l'ultima volta che sara' celebrato il "rito" e che si inizi da domani a costruire una nuova architettura politica xche' questa (vedi gli astenuti) non piace piu' a nessuno.
Ed ora, lo Zar dia inizio alle danze che tradizione vuole lunghe, belle e fastose. Dp