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mercoledì 19 giugno 2013
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lunedì 4 luglio 2011 Letture: 7035

SONO I POVERI COMUNI A FINANZIARE LO STATO "PADRONE"

Leggiamo sulla stampa che si rende necessaria una manovra di oltre 40 miliardi di euro per allineare e correggere un tendenziale del bilancio dello Stato e quindi consentire al nostro Paese di stare dentro i vincoli europei.

Da amministratore locale, vivendo giornalmente le difficoltà del nostro Comune (uguale a quelle degli altri 8000 Comuni italiani), difficoltà che ci portano a metà anno per deliberare un bilancio di previsione, tutt’ora nell’incertezza di quanto lo Stato ci assegnerà come trasferimenti e senza aver ancora incassato la quota comunale per l’ICI, vorrei esporre alcune considerazioni.
La riforma del Titolo V della Costituzione ha ridisegnato un nuovo assetto della nostra Repubblica, suddividendo in 4 livelli – posti sulla stessa linea – l’organizzazione repubblicana: Stato – Regioni – Province – Comuni, tutti con pari dignità differenziandone i compiti. Ogni parte – pur nella differenziazione delle responsabilità – concorre al raggiungimento degli obiettivi della finanza pubblica. Pensate, una innovazione straordinaria che, peccato, non viene seguita andando quindi contro la nostra stessa Costituzione.
Rispettando detta riforma, gli obiettivi finanziari dovrebbero essere discussi collegialmente e per questo esiste un organismo chiamato Conferenza Unificata (Stato-Comuni-Regioni); in questa sede dovrebbe essere deciso quanto fare nel triennio successivo, se incentivare la spesa per investimenti, se rallentare la spesa non produttiva, se aumentare le spese sociali… in questa stessa sede dovrebbero essere studiati i correttivi per dare più margine a quegli Enti virtuosi, con i conti a posto, e al contrario stringere i cordoni della borsa per quelli non virtuosi.
Cosa accade nella realtà? Accade che la riforma del Titolo V della Costituzione, vigente, non viene osservata. Tutto continua ad essere deciso in modo ante riforma , da uno Stato che si crede “padrone”.
Gli oltre 40 miliardi di manovra, cercati nel rispetto della vigente Costituzione, imporrebbero che ogni  livello di governo, dovrebbe partecipare alla manovra in modo proporzionale al peso che ha nella determinazione del deficit.
Da analisi statistiche, i comuni contribuiscono alla formazione del deficit per il 2012 nella misura del 3,3%, quindi posto che la manovra complessiva per il triennio 2012-2014 è di 86 mld di euro, la quota a carico dei comuni dovrebbe essere pari a 2,9 miliardi. Invece il Governo assegna ai Comuni una quota pari a 5,5 miliardi di euro.
Negli ultimi 5 anni, i Comuni hanno migliorato il proprio saldo di comparto, hanno tagliato una infinità di spese correnti, diminuendo complessivamente la propria spesa.
 Che significa? Significa che i comuni dovrebbero avere la restituzione di un miliardo di euro per lo scorso anno e non subire manovre per gli anni restanti. Cosa che invece non accadrà. Il surplus (1 miliardo l’anno) viene fagocitato dal consolidato della P.A., andando a finanziare il deficit prodotto dagli altri livelli, in primis lo Stato nel quale la propria spesa primaria e quella sanitaria continua a crescere. Questo comportamento penalizza chi gestisce meglio (i comuni) e premia chi non gestisce meglio. Ma la cosa più grave è che deresponsabilizza gli altri, non facilita il passaggio ad un federalismo reale che per contro imporrebbe una corresponsabilità e collaborazione istituzionale che, tardando a venire, pone effetti negativi su tutti i cittadini, le famiglie, le imprese.
Disonesta poi appare una manovra che impone sacrifici minimi per il 2011-2012, rimandando il tutto a dopo le elezioni governative; rappresenta a mio avviso una dichiarazione di impotenza, di incapacità a governare tale da porre serie preoccupazioni per il nostro futuro.
Per tornare alla nostra realtà, il nostro Comune ha rispettato e rispetta il Patto di Stabilità; ha tagliato all’inverosimile la spesa corrente, salvaguardato al massimo la spesa sociale e gli investimenti (OOPP), ma, ad oggi, ancora non conosce l’entità dei tagli da subire, l’entità dei trasferimenti che verranno effettuati, cioè su quanto realmente potremo contare. Verrà presentato al Consiglio un bilancio provvisorio chiuso dal punto di vista tecnico, ma che lascia preoccupanti vuoti su settori importanti quali le stesse politiche sociali, la cultura, il turismo… sul quale dovremo tornare non appena ci verrà chiarito quanto realmente potremo disporre.
di Roberto  Battillocchi
 

redazione baraondanews

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Commenti

  Roberto Battillocchi   17/08/2011  13:16:32
Pd: «-24 miliardi su pensioni invalidi civili» «Ecco la sorpresa che il governo non ha il coraggio di annunciare agli invalidi civili: sulle loro pensioni la manovra di luglio, anticipata di un anno, prevede subito tagli per 24 miliardi, quelli inizialmente spalmati tra il 2013 e il 2014. Per realizzare questo allucinante obiettivo, il Governo ha approvato un progetto di legge-delega per riformare l'assistenza, pubblicato in questi giorni e presto all`esame delle commissioni parlamentari. I contenuti della delega sono presto detti: azzeramento delle esili politiche assistenziali sopravvissute ai tagli effettuati dal 2008 e una controriforma che ci fa tornare indietro, affidando il sistema assistenziale alla beneficenza». E` quanto ha denunciato la capogruppo del Pd nella commissione Affari sociali della Camera, Margherita Miotto, la quale ha spiegato che «tre sono le categorie prese di mira: invalidi civili, cioè le persone che percepiscono una pensione di 260 euro al mese, pari a 3.300 euro all`anno - la spesa complessiva è di circa 3,8 miliardi». «La delega - ha spiegato la parlamentare - prevede riordino dei requisiti reddituali e patrimoniali: il Governo prova a giustificare la riforma a causa dei `falsi invalidi`, che ovviamente nessuno vuole proteggere, argomento pretestuoso visto che la mastodontica operazione di verifica messa in atto dal 2009 ha prodotto l`11% di pensioni revocate ma i ricorsi presentati hanno restituito il maltolto nel 70% dei casi, limitando i `falsi invalidi` al 3%; ci sono poi i superstiti che percepiscono la pensione di reversibilità: mediamente 600 euro al mese, 7.200 euro all'anno, per una spesa complessiva di circa 28 Miliardi di euro: anche per loro la delega parla di cambiamento dei criteri di accesso, ma quanto si può ancora tagliare dopo la recente approvazione della 'norma contro i matrimoni di comodo con le badantì?; infine le persone non-autosufficienti al 100%, incapaci di deambulare, che percepiscono una indennità mensile di 487 euro al mese, pari a 5.848 euro all`anno: per loro sarà creato un fondo da suddividere fra le Regioni che cancella l`assegno individuale, dunque scippando un diritto fondamentale. Gli invalidi civili titolari di pensione ed i percettori dell'assegno di accompagnamento sono 2.700.000 in Italia e la spesa dell'Inps è di circa 16,5 md. di euro, mentre i superstiti sono 4.500.000 per una spesa di 28 Miliardi: con la delega - ha spiegato - il Governo intende riordinare pensioni di invalidità, indennità di accompagnamento e pensioni di reversibilità che ammontano a complessivi 44,5 miliardi garantendo un risparmio di 24 miliardi: praticamente si dimezzano tutte queste provvidenze destinate a 7.200.000 italiani che vivono difficili condizioni esistenziali». «Ora - ha concluso - il governo dovrà vedersela con le sacrosante proteste del vasto mondo associativo che farà sentire tutta la propria indignazione alle quali si aggiungerà - conclude Miotto - il contributo del Partito Democratico che farà il possibile per impedire questo scempio».
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  max   07/07/2011  17:58:13
Veramente sono i poveri cittadini che alla fine debbono finanziare sia i comuni che lo stato E' TUTTO UN MAGNA MAGNA
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  MARS   04/07/2011  18:07:54
Tutto questo avviene quando chi ha la responsabilità dei destini nazionali confonde - ad arte - governare con comandare. Ma deve finire una buona volta e bisogna tornare a quanto le norme costituzionali dettano in materia di confronto e di decisioni - condivise - tra Enti pubblici di tutti i livelli. Ma a qunto pare le priorità sono sempre le stesse: gli impicci giudiziari del Grande Kan arcoriano & Clan Di tutto il resto non gliene frega niente loro nuotano nell'oro e nei benefici delle cariche che ricoprono e che elargiscono per rimanere in sella.
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